La manifestazione
Al Moca esposte opere dei re dei graffitari americani
MONTECATINI. È lo “spazio artistico più visitato della nostra provincia”: così, numeri alla mano (oltre 15.300 visitatori in 15 mesi, ovvero dalla sua inaugurazione), l’assessore alla cultura Bruno...
MONTECATINI. È lo “spazio artistico più visitato della nostra provincia”: così, numeri alla mano (oltre 15.300 visitatori in 15 mesi, ovvero dalla sua inaugurazione), l’assessore alla cultura Bruno Ialuna definisce la sua “creatura”: il Moca.
E la galleria d’arte contemporanea (ricavata nei locali delle ex-Poste in municipio) festeggia con una serie di nuove acquisizioni e con la catalogazione di tutte le opere presenti (lavoro che stanno portando avanti Emanuel Carfora e Ambra Nardini). Le nuove opere che entrano a far parte dell’inventario del Moca sono state acquistate con i 3.600 euro donati lo scorso anno dai visitatori (alla galleria non c’è un biglietto d’ingresso). Si tratta di due graffiti di altrettanti famosi rappresentanti della street art newyorchese: Taki 183, da molti considerato il primo graffitaro al mondo, attivo fin dagli anni ’70 (il Moca ha acquistato una sua litografia); e Cope 2, presente nella “hall of fame” della street art a stelle e strisce (in questo caso è un’opera unica vergata su una cartina della metropolitana di New York).
A breve arriveranno poi un quadro commissionato appositamente dal Moca a Ben Eine (altro mostro sacro della street art, in questo caso londinese: una sua composizione si trova nello studio ovale di Obama a Washington) e dodici incisioni dedicate a Montecatini e a Montecatini Alto, realizzate negli anni ’70 da Viviano Viviani. Se a queste aggiungiamo un disegno di Lorenzo Viani, ritrovato quasi per caso in biblioteca, sono ora presenti al Moca circa 200 opere.
Le più belle saranno esposte nella mostra “Highlights: il meglio del Moca”, che aprirà i battenti (dopo la conclusione dell’esposizione dedicata a Giuseppe Verdi) il 17 aprile e si protrarrà fino al 2 novembre.
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