Il dolore
Sì alla perizia sulla pericolosità e la capacità di intendere
PISTOIA. Sarà il professor Rolando Paterniti, psichiatra alla clinica universitario di Careggi, a dover stabilire se Gianluca Lotti fosse capace di intendere e di volere al momento dell’omicidio, se...
PISTOIA. Sarà il professor Rolando Paterniti, psichiatra alla clinica universitario di Careggi, a dover stabilire se Gianluca Lotti fosse capace di intendere e di volere al momento dell’omicidio, se lo sia attualmente e se sia o meno socialmente pericoloso. A conferirgli l’incarico di eseguire la perizia psichiatrica sarà, il prossimo 25 marzo, il gip del tribunale di Pistoia, Alessandro Buzzegoli, che ha accolto la richiesta di incidente probatorio presentata dal pm titolare dell’inchiesta, Luigi Boccia, che, in vista del futuro processo, intende “cristallizzare” nero su bianco in una consulenza lo stato disalute dell’omicida.
Interrogato in carcere dallo stesso gip, Lotti, aveva lucidamente e con glaciale indifferenza confessato di aver ucciso il proprio compagno di stanza perché gli dava fastidio: per lui era un disturbo, e per lui massacrarlo a colpi d'ascia era stato il metodo più semplice per eliminare quel disturbo.
Gianluca Lotti era libero dallo scorso ottobre, dopo aver scontato la condanna a 16 anni, tra carcere e manicomio giudiziario, per aver massacrato, nel 1998, a colpi di spranga, la fidanzata, allora ventenne, in una stradina nei pressi di viale Italia, a Pistoia.
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