La manifestazione
Il giudice di pace a Pistoia
L’accorpamento dal 29 aprile, l’amarezza del sindaco Vanni
MONSUMMANO. «Tra le tante incertezze che abbiamo di fronte, questa è una certezza, anche se per niente positiva»: il sindaco Rinaldo Vanni annuncia amaro che il giudice di pace dalla città verrà a breve trasferito a Pistoia.
La decisione è definitiva, non ci sono ulteriori margini di manovra. La data dell'accorpamento al tribunale del capoluogo è stata fissata dalla riforma Severino: il prossimo 29 aprile. Da qui a Pasqua, quindi, l'ufficio verrà smantellato di carte e faldoni, e il suo titolare prenderà possesso di una nuova stanza nella pretura di piazza del Duomo. Con quest'ultimo capitolo, si chiude per sempre l'esperienza del tribunale di Monsummano, ospitato in un edificio di proprietà del Comune in via Cavour. Al suo interno rimarrà solo un piccolo archivio nel seminterrato, che non pregiudica utilizzi futuri dello stabile. C'era una sola possibilità per mantenere una simile figura al servizio dell'intera Valdinievole: quella di trovare un accordo tra i diversi Comuni in un'ottica comprensoriale visto che, sempre secondo la riforma Severino, per evitare il trasferimento le stesse amministrazioni dovevano farsi carico delle spese di funzionamento e manutenzione dell'ufficio. Uno scenario che, evidentemente, non si è verificato.
«Ho provato a discutere della questione più volte in conferenza dei sindaci – dice Vanni – Marliana però si è tirata subito fuori dal progetto, solo noi e Montecatini eravamo veramente interessati. Purtroppo due amministrazioni non riescono da sole a reggere i costi del giudice di pace. Non ci sono le condizioni economiche per un'intesa di area. Quindi non possiamo fare altro che accettare il trasferimento, a malincuore».
Dopo la chiusura del tribunale, che è diventata effettiva nel luglio 2013, adesso “saluta” Monsummano e la Valdinievole pure il vecchio giudice conciliatore. E difficilmente vi farà ritorno. Senza alcuna levata di scudi per difenderlo, il nostro territorio perde un altro servizio. Quasi in silenzio, senza protestare. E senza che le amministrazioni abbiano fatto qualcosa per salvarlo, anche se il ministero aveva dato un anno di tempo per cercare una soluzione. Ora, con questa certezza, si apre il secondo problema da affrontare per il Comune: cosa fare dell'edificio di via Cavour. Qualche idee sembrerebbe esserci, anche se il sindaco non si sbottona.
Luca Signorini
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