Finanza
Usb contro Publiambiente sul passaggio di lavoratori
PIEVE A NIEVOLE. L’accordo, ad accompagnare il passaggio di gestione del servizio rifiuti da Publiambiente ad Ecologia e Servizi a Pieve, è stato raggiunto, con una parte dei 5 lavoratori che...
PIEVE A NIEVOLE. L’accordo, ad accompagnare il passaggio di gestione del servizio rifiuti da Publiambiente ad Ecologia e Servizi a Pieve, è stato raggiunto, con una parte dei 5 lavoratori che resteranno nella vecchia società e una parte che saranno assorbiti dal nuovo gestore. Ma i criteri che hanno portato alla scelta non sono andati giù all’Unione sindacale di base, che parla di discriminazione nei criteri di scelta e che, per questo, ha scritto una durissima lettera, indirizzata a sindaci, partiti e istituzioni, per «denunciare violazioni sistematiche del rispetto delle norme da parte di Publiambiente».
«Nel recente passaggio di appalto nel Comune di Pieve – scrive Usb – in cui siamo stati costretti a difendere il posto di 5 lavoratori messi al bando dall’azienda. Nella trattativa Publiambiente, con il suo presidente Regini, ha posto condizioni inaccettabili che vanno a ledere i diritti minimi di uguaglianza. Infatti sono stati indicati i nomi di lavoratori “scomodi” che hanno sempre lottato per veder riconosciute, in un’azienda di proprietà pubblica, i diritti e soprattutto la tutela della salute dei lavoratori. Il metodo “epurativo” usato è talmente palese che si è arrivati perfino a negare l’evidenza dei fatti da noi documentati, dato che la normativa in questi cambi di appalto prevede che la ditta subentrante debba assumere i lavoratori “addetti in maniera esclusiva o prevalente a quel servizio negli ultimi 240 giorni precedenti il cambio appalto”. Invece con la scusa del cambio si licenziano coloro che si battono per i diritti dei lavoratori, con buona pace dell’amministrazione di Pieve, che tace, in nome del risparmio, sul rispetto dei diritti sanciti da norme ben precise. Le motivazioni ufficiali sono ancora più gravi di quelle antisindacali che denunciamo, infatti il presidente Regini sostiene che la lavoratrice, rappresentante sindacale Usb, viene “ceduta” nell’appalto, pur non operando in quel servizio, perché presenterebbe limitazioni sulla idoneità al possibile servizio “porta a porta”. Ulteriore discriminazione sulla salute dei lavoratori ancora più grave, se possibile, della discriminazione sindacale. Abbiamo più volte denunciato violazioni sulle condizioni della sicurezza e della salute dei lavoratori, battendoci sempre per affermare democrazia, trasparenza e tutela della salute in Publiambiente».
«Facciamo appello – chiude la nota – a tutti i sindaci delle amministrazioni proprietarie di Publiservizi, alle forze politiche e istituzionali del territorio di ricondurre la dirigenza di Publiambiente, azienda pubblica, al rispetto dei principi costituzionali e delle normative sul passaggio appalto, censurando comportamenti antisindacali e discriminatori che andrebbero a ledere l’immagine di un’azienda pubblica che svolge servizi essenziali pubblici per la collettività».
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