Proteste
Dall’Asia a Pescia per fare ortaggi
La storia di Wanna: produttrice di orchidee in Thailanda arriva nella terra dei fiori ma poi scommette sull’orto
PESCIA. Una storia esemplare, una lezione di innovazione che ci arriva da una nuova italiana. Una storia in rosa, non nel senso del fiore (anche se di fiori, seppur indirettamente, si parla) ma perché questa storia ha per protagonista una donna, capace di fare una scommessa azzardata e di vincerla.
E nel giorno della festa della donna merita di essere raccontata l’avventura di Wanna Insree, 38 anni, thailandese. La donna produceva orchidee nella provincia di Sisaket, nel nord est della Thailandia, prima di scegliere – tre anni fa – di trasferirsi in Italia. Cambia Paese, ma portando con sé la voglia di fare impresa. In Thailandia produceva orchidee, e si trasferisce in una zona famosa proprio per la sua produzione di fiori: la concluse pare logica, ossia quella di proseguire nell’attività floricola. Invece no, e proprio qui sta la sua scommessa e la capacità di innovare. In Italia Wanna decide di non puntare sui fiori, ma sugli ortaggi.
Lo fa sulla base di una semplice constatazione: la crisi morde, la concorrenza è spietata. «La gente non mangia fiori, mangia ortaggi»: questo il succo del suo semplice ragionamento, che l’ha spinta a concentrare energie e investimenti su un totale di 10 ettari di terreno che coltiva con ortaggi di stagione.
La sua storia è raccontata da Coldiretti, l’associazione di categoria organizzatrice di Campagna Amica, la rete dei mercati, cui la giovane impenditrice ha aderito.
«Lavoro per dare al cliente cose buone da mangiare – racconta Wanna con il suo italiano ancora incerto – sono molto felice di questa esperienza imprenditoriale. Posso crescere i miei figli, mandare avanti una famiglia e, allo stesso tempo, lavorare».
L’azienda della donna è entrata da subito nella rete Campagna Amica di Coldiretti e partecipa ai mercati di Pistoia, Pescia e Fucecchio. In totale cinque appuntamenti settimanali che permettono all'impresa dell'ex fabbricante di orchidee di vendere direttamente ai consumatori il 50% della produzione: verdure, ma pure patate e frutta.
Una storia di impreditorialità al femminile e straniera che non rappresenta però un qualcosa di eccezionale nel mondo dell’agricoltura. Quasi un’impresa agricola straniera su due è infatti rosa. Le donne guidano quasi la metà (43%) delle imprese agricole straniere attive in Toscana. A dirlo è Donne Impresa Toscana, sulla base del rapporto Inea-Infocamere, presentato in occasione della ricorrenza dell’8 marzo.
«L’agricoltura, più di altri settori della nostra economia – ha spiegato Maria Cristina Rocchi, responsabile regionale di Donne Impresa – sta dimostrando una forte predisposizione a rispondere alle aspettative delle donne che hanno l’occasione di essere veramente protagoniste dell'impresa che guidano o in cui collaborano. L’agricoltura è un percorso che ha facilitato il desiderio di emancipazione sociale ed economica favorendo la crescita cultura del territorio».
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