Sicurezza
«Anche senza mercato la struttura costa alla collettività»
PESCIA. Pace fatta tra Flora Toscana e Mefit? Forse è presto per dirlo, ma dopo che i toni si erano accesi in seguito all’intervento della società Flora Toscana (che consigliava di vendere il nuovo...
PESCIA. Pace fatta tra Flora Toscana e Mefit? Forse è presto per dirlo, ma dopo che i toni si erano accesi in seguito all’intervento della società Flora Toscana (che consigliava di vendere il nuovo mercato dei fiori, considerato struttura sovradimensionata e logisticamente inadeguata alle reali esigenze della floricoltura), e alla pronta replica dell’amministratore del Mefit Franco Baldaccini (che difendeva la struttura).
Intanto già per lunedì è previsto un incontro tra i vertici delle due parti (forse addirittura propedeutico a un ritorno di Flora Toscana al Comicent), ma i toni della polemica si sono smorzati. Flora Toscana, attraverso il suo ufficio comunicazione, spiega di non aver mai detto che «bisogna chiudere il mercato», bensì «che bisogna renderlo più razionale e funzionale per gli operatori, e che i costi non dovrebbero ricadere interamente sulla comunità. Provare a mettere in vendita la struttura che, indubbiamente, è irrazionale rispetto alle esigenze e difficilmente trasformabile, verificare se c’è qualcuno interessato a rilevarla, è semplicemente una proposta di buon senso. Magari, senza la necessità di ulteriori investimenti pubblici (e Flora Toscana ricorda i 500mila euro di spesa per le verifiche strutturali ndr) si potrebbe costruire o reperire sul mercato qualcosa di più funzionale e meno oneroso».
In chiusura poi la nota sottolinea come Flora Toscana abbia più volte riconosciuto al Mefit il merito di aver rimesso in ordine la gestione.
Toni meno polemici apprezzati da Baldaccini, del Mefit, che però ribadisce la sua difesa del nuovo mercato dei fiori: «Vogliamo aggiungere un immobile vuoto e abbandonato nel centro della città, per di più di altissimo valore storico-architettonico, dotato di perfette precondizioni logistiche, niente affatto sovradimensionato e solo un po’ costoso al momento, perché bisognoso di efficientamento energetico per arrivare a costi di gestione ottimali? E tutto ciò per comprare cosa e dove e a quale prezzo? È al corrente Flora Toscana che, tanto per fare un esempio, a Firenze, sotto la guida di Pitti Immagine, si è puntato come sede fieristica, nonostante le ripercussioni negative sul traffico fiorentino (da noi assenti), sulla Fortezza da Basso anche per le sue qualità storico-architettoniche ed estetiche, che sono considerate un valore aggiunto e un elemento di attrattività? Flora Toscana può non essere interessata alle questioni extrafloricole, ma si tratta di un immobile pubblico che costerà comunque qualcosa alla collettività, qualsiasi cosa se ne voglia poi fare, perché appunto non può essere abbattuto e deve essere messo a norma».
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