Toscana
Parroco si scaglia contro le false lusinghe dei politici
PESCIA. Don Camillo per far perdere voti a Peppone ritoccava i suoi manifesti elettorali disegnando corna, barbetta e baffetti da diavolo sulla faccia del candidato del Pci. Don Raffaello Giusti,...
PESCIA. Don Camillo per far perdere voti a Peppone ritoccava i suoi manifesti elettorali disegnando corna, barbetta e baffetti da diavolo sulla faccia del candidato del Pci. Don Raffaello Giusti, parroco di sei delle dieci comunità della Valleriana, non è arrivato a tanto, ma in qualche modo ha voluto mettere i suoi fedeli in guardia dalle lusinghe (e soprattutto dalle bugie) della politica in campagna elettorale. Lo ha fatto con un articolo dai toni piuttosto piccati, che ha fatto la sua comparsa fa sul “Croco”, il giornalino della Valleriana. L'articolo, intitolato “Nel Comune di Pinocchio” riferisce la personale esperienza che don Raffaello ha avuto con due politici, il sindaco Roberta Marchi e il candidato alle primarie del centrosinistra Oreste Giurlani. In entrambi i casi denuncia promesse non mantenute. «La sincerità – scrive – è un presupposto della virtù della giustizia che non può esistere se il politico è bugiardo, non è sincero». L'articolo è stato pubblicato su Facebook e commentato ampiamente. C'è chi citando “Date a Dio ciò che è di Dio e a Cesare ciò che è di Cesare” ha suggerito di tornare a occuparsi di faccende spirituali, chi al contrario gli è grato per avere raccontato la verità.
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