Il Tirreno

Montecatini

«Non ho chiuso la porta a Galligani»

di Giovanna La Porta
«Non ho chiuso la porta a Galligani»

Il neo candidato sindaco Riccardo Sensi mira a ricompattare il centrodestra e rivendica la sua non ricattabilità

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MONTECATINI. È un Riccardo Sensi a ruota libera quello del post-primarie, che lo hanno visto conquistare, come da pronostico, il titolo di candidato a sindaco alle prossime amministrative per Forza Italia.

Come ha passato il primo giorno da candidato?

«Per la prima volta, dopo tanti anni, mi sono svegliato alle 10 e mezza. Ero distrutto. Sono felice del risultato e ringrazio tutti quelli che hanno creduto in me. Non è solo una mia vittoria, ma di tutti i partiti».

Cosa farà adesso?

«Lavorerò per compattare il centrodestra. Mi appello a tutte le forze che hanno sostenuto le primarie, affinché si uniscano a me per il rilancio e la riconquista del palazzo comunale. Occorre un confronto leale e condiviso».

Ma lei ha già amministrato per diversi anni.

«Sono stato assessore e anche vicesindaco per 6 anni, nei due mandati di Severi. Ho fatto molti errori e ne sono consapevole. Il primo è quello di non essere riuscito a dire dei no. Tornassi indietro, per prima cosa, direi meno sì. Ma sono fiero di non essere ricattabile e lo dico a ragion veduta».

Ma è stato anche membro del Cda delle Terme. Come mai non menziona mai questa sua esperienza?

«Perché non ho niente da recriminare in quel ruolo. Abbiamo lavorato solo un anno ma abbiamo lavorato bene. Sono orgoglioso di come ho svolto quell’incarico insieme a Vittorio Capello e Giulio Baldi. Quando la Guardia di Finanza fu mandata dalla Corte dei Conti a ispezionare il nostro operato, non solo non trovò niente da eccepire, ma ci fece i complimenti. È bene essere chiari: il contratto firmato con Fuksas aveva dei paletti precisi, sia per la durata dei lavori che per l’investimento che non avrebbe dovuto superare i 22 milioni di euro. Paletti non rispettati. Non certo per causa di quel Cda. Dopo un anno ci mandarono a casa».

Quindi, se tornasse indietro, sceglierebbe di nuovo Fuksas?

«No. Non ho problemi ad ammettere che stavolta non mi allineerei. L’architetto fu nominato di comune accordo da Regione, Comune e Cda. In quel momento eravamo convinti. Purtroppo non valutammo la difficoltà che ci avrebbe creato un progetto così impegnativo».

Come commenta il risultato del suo avversario Pier Paolo Blasi?

«Più che positivo. Mi auguro che venga con me e mi aiuti, fin dai prossimi giorni, ad avviare la campagna elettorale. Insomma, gli chiederò di far parte della mia squadra come protagonista. Lo stimo e sono convinto che insieme possiamo battere il centrosinistra».

Ha visto la campagna mediatica lanciata da Giuseppe Bellandi e dal centrosinistra?

«Voglio molto bene a Bellandi e riconosco che alcune cose sono state fatte. Però, se i risultati fossero così straordinari, non capirei il grido di dolore della città».

Come giudica la scelta di Maurizio Galligani di non confrontarsi nelle primarie e scendere in campo con una propria squadra?

«Personalmente non ho niente contro Maurizio, politicamente non ho capito cosa l’abbia spinto a comportarsi in questo modo. Non ho chiuso io la porta e resto disponibile a confrontarmi anche con lui».

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