Il Tirreno

Montecatini

Massa rischia di dover rendere Ici e Imu

di Luca Signorini

Con la bocciatura di parte del regolamento urbanistico su Traversagna c’è il pericolo anche di nuovi ricorsi dai cittadini

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MASSA COZZILE. E ora per il Comune sono dolori. La sentenza di annullamento del regolamento urbanistico del 2007 relativo alle frazioni di Traversagna e Biscolla, emessa dal Tar della Toscana a inizio gennaio con efficacia retroattiva, provoca numerose beghe per l’amministrazione in carica e, con tutta probabilità, anche per quella che si insedierà il prossimo maggio.

A parte un doppio lavoro per gli uffici comunali, tra delibere, atti d’indirizzo e burocrazia varia, c’è il concreto rischio che si aprano diversi contenziosi con privati e che, a questi cittadini, vadano anche restituite Ici e Imu pagate indebitamente negli ultimi 7 anni. Venerdì si è svolto il consiglio comunale convocato ad hoc per discutere della questione, che è destinata a trascinarsi a lungo nei mesi. Nell’occasione sono stati illustrati i motivi dell’annullamento, disposto su un reclamo del 2008 presentato da cittadini che abitano nella zona tra via Bruceto e via Vetriano, in Traversagna: nella sentenza il Tar ha dichiarato illegittimo «l’incremento della volumetria edificabile perché eccedente i limiti massimi stabiliti dal piano strutturale del 25% e l’incremento del suolo impiegato perché eccedente del 17,97%». In pratica, secondo il piano strutturale gli abitanti previsti erano 500, innalzati a 625 dal regolamento urbanistico. Con l’aumento di volumetrie e residenti, diminuivano tra l’altro i «vuoti urbani» (cioè le aree a verde) e venivano meno la «disponibilità di adeguate risorse idriche, il rispetto dei parametri di depurazione delle acque reflue, il rispetto degli standard urbanistici e le interferenze con la viabilità esistente».

In consiglio il sindaco Massimo Niccolai ha illustrato le mosse, già approvate, messe in campo per cercare di venire a capo della vicenda. Quella di prassi è il ricorso al Consiglio di Stato (che risponderà nel giro di 60 giorni): se da una parte appare improbabile l’accoglimento dell’impugnazione, dall’altra in municipio sperano che venga concessa una sospensiva, cosa che permetterebbe di prendere tempo per raggiungere una soluzione definitiva. L’amministrazione, in una sua delibera, si impegna poi a non rilasciare «alcun titolo edilizio per la zona di via Vetriano, nonché per la zona che contempla l’ampliamento dell’opificio esistente (cioè la Macolive ndr)». L’altro passo della giunta è l’avvio del procedimento di specifica variante urbanistica che renda effettivo il “dimensionamento” di volumetrie e abitanti sulle indicazioni del piano strutturale, forzate dal regolamento urbanistico. Qui però si apre l’ulteriore problema di come operare i “tagli” al rilascio dei titoli edilizi (restano comunque possibili gli interventi sul patrimonio esistente), che potrebbero essere concessi a chi per primo ne farà domanda, escludendo di fatto chi è meno celere nel richiederli. La materia è tanto complessa quanto allarmante per una parte di territorio.

Per tutti questi motivi, il capogruppo di “Progetto Rilancio”, Franco Nardini, in un ordine del giorno ha chiesto al sindaco di «predisporre il riepilogo delle somme versate (Ici e Imu ndr) dal 2007 al 2014, dare comunicazione ai cittadini interessati della sentenza e convocare un nuovo consiglio comunale entro 15 giorni». Gli interrogativi sono stati respinti con il voto compatto della maggioranza. E nessun consiglio comunale è per ora in programma.

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