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«Sulla Tares ammettete i vostri errori»

«Sulla Tares ammettete i vostri errori»

Il Movimento 5 Stelle di Monsummano torna alla carica dopo le giustificazioni della giunta

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MONSUMMANO. Il Movimento 5 Stelle ringrazia il Sindaco Vanni, il suo vice Buccellato e i dirigenti Pd per le risposte che hanno dato sulla vicenda Tares. Ma vuole anche far sapere che le risposte date non hanno li hanno persuasi. «I tecnicismi a cui si sono appellati per giustificare un aumento così spropositato delle bollette recapitate alle famiglie non li capiamo e non li capiscono neppure i cittadini contribuenti. Le uniche certezze che abbiamo sono che le cartelle della spazzatura sono aumentate in modo sproporzionato già nel 2012 ed ancora in modo ancora più evidente nel 2013 con l'avvento della Tares, tutto questo in presenza di un'inflazione tendente allo zero. Per il 2014 cosa ci dobbiamo aspettare, ancora aumenti a due cifre?».

Sul fatto che i raffronti con gli altri comuni siano faziosi e parziali, M5S dice di non aver niente da aggiungere, «sennonché, al di là di come sia composta la tariffa, il risultato finale è mediamente molto più basso rispetto a Monsummano». Per quanto riguarda la raccolta differenziata, «vogliamo ribadire che dovrebbe costituire una risorsa e prevedere agevolazioni e sconti per i cittadini virtuosi con un metodo anche diverso e condiviso sul territorio intercomunale della Valdinievole. Se, come dite, “la mancanza di una tariffazione puntuale è responsabilità del governo centrale e delle normative nazionali”, vi facciamo notare che al governo ci siete voi. Cambiatele o assumetevi le responsabilità. Fare raccolta differenziata porta a porta soltanto dal 2012 non ci sembra un grande vanto per Monsummano ed una vergogna per gli altri comuni (tutti con amministrazioni Pd) che ancora non l'hanno messa in pratica. Perché non creare un servizio pubblico intercomunale che funzioni meglio e costi meno?».

Il Movimento 5 Stelle di Monsummano chiede all'amministrazione di rivedere tutta la vicenda Tares: «ammettere di aver sbagliato, o anche di aver sottovalutato la reale portata di certi aumenti, molte volte è più onorevole che perseguire sulla strada sbagliata».

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