Finanza
Nessun vincitore nella sfida a tre
L’unico confronto tra candidati si risolve in una presentazione personale e dei (molto simili) programmi
MONTECATINI. Chi si aspettava scintille tra i candidati, specie dopo le recenti polemiche tra Sensi e gli altri candidati, è probabilmente rimasto deluso. Forse l’emozione più forte l’ha data il sorteggio per la prima parola nell'atteso confronto di ieri sera fra i tre candidati alle primarie del centrodestra, Riccardo Sensi, Maurizio Galligani, Pier Paolo Blasi. La sala era gremita di curiosi, politici, simpatizzanti del centrodestra, oltre un centinaio di persone. In prima fila Alberto Lapenna, anima di Forza Italia e sostenitore convinto di queste primarie, che si svolgeranno domani.
La dea bendata sceglie per primo Sensi: «Mi candido con spirito di servizio, perché mi è stato chiesto. Gli anni della giunta Bellandi sono stati deludenti. Il più grande errore è stato spendere male i soldi che hanno avuto a disposizione: Miss Italia, Mondiali di Ciclismo, Ballerona. Milioni di euro buttati via. Non era il momento per queste inziative. Due sono le priorità: la lotta al degrado e le terme. Si dovevano e si potevano potenziare le forze dell'ordine. I cittadini sentono il Comune lontano. Blasi e Galligani non sono nemici ma concorrenti. Sono giovane ma ho abbastanza esperienza come assessore. L'ho fatto per sei anni e ho la consapevolezza degli errori commessi. Sono pronto a lavorare per il bene della città».
Poi tocca a Galligani: «Ho lavorato a Montecatini come geometra, la conosco sotto tutti i suoi aspetti. L'ho vissuta negli anni Settanta e la vivo oggi. Il punto di degrado odierno era impensabile. Il primo grosso elemento di caduta è stata la demolizione del Kursaal. Era il cuore pulsante, un punto di riferimento che è venuto a mancare. Ricordo lo smarrimento dei turisti, che non sapevano più dove trascorre la giornata e la sera. Secondo grave sbaglio, la gestione delle Terme e i piani industriali che si sono susseguiti uno dopo l'altro. Il Comune non è nemmeno più proprietario al 50%. La Regione, adesso, è socia di maggioranza. Al problema terme è andato ad associarsi il problema sicurezza. Come dissi a suo tempo all'allora sindaco Severi, i cittadini non devono essere trattati come sudditi».
Chiude il cerchio Blasi: «Sento il dovere più degli altri di presentarmi. Sono calabrese e ho conosciuto Montecatini da bambino. Venivo in vacanza a trovare le mie zie. Mi sono innamorato della città al punto da scegliere di sposarmi qui. Successivamente, ho vinto un concorso come giudice di pace e sono stato assegnato all'ufficio di Monsummano. Dal 2000 abito qui con la mia famiglia. L'estate scorsa mi è stato chiesto di intraprendere quest’avventura. Mi hanno convinto. Come giudice di pace, se dovessi essere eletto sindaco, dovrei rinunciare alla carriera. Lo farei con spirito di servizio. In futuro, potrei sempre riprendere a fare l’avvocato. Montecatini deve essere rilanciata».
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