Proteste
«Che delusione, per adesso non appoggiamo nessuno»
MONTECATINI. Troppa confusione, nessun progetto comune nelle primarie del centrodestra. Ed è (anche) per questo che La Destra e Fratelli d’Italia - An hanno deciso di non appoggiare nessuno dei tre...
MONTECATINI. Troppa confusione, nessun progetto comune nelle primarie del centrodestra. Ed è (anche) per questo che La Destra e Fratelli d’Italia - An hanno deciso di non appoggiare nessuno dei tre candidati.
È quanto comunicano i due partiti di destra, la cui decisione è stata presa «anche alla luce di quanto letto negli ultimi giorni sulla cronaca. Prendiamo atto che il percorso delle primarie a Montecatini, iniziato male, si sta concludendo peggio».
Inoltre, «non c'è stato modo di individuare un progetto condiviso in grado di coinvolgere la città, come pure non si è voluto trovare lo spazio per un confronto sui programmi. In questo modo deleterio, domenica tutto si dovrebbe risolvere nella mera contrapposizione personale fra i tre candidati e le oligarchie che li sostengono con motivazioni più o meno confessabili».
«Solo in nome dell'interesse della città, per ora, siamo ancora al nostro posto – spiegano La Destra e Fratelli d’Italia – pur non vedendo concretizzarsi nulla di quanto avessimo indicato come necessario. La nostra “ultima spiaggia” è rappresentata almeno da un reale e percepibile segno di discontinuità e rinnovamento. Una forte ipoteca sul “costume” futuro di far politica da parte del centrodestra a Montecatini in grado di rassicurarne i potenziali sostenitori, oggi spesso delusi e in grado di far riscoprire a loro, come ai potenziali alleati, la dignità ed il potere delle idee in contrapposizione alla ben poco trasparente idea del potere».
Se però da una parte il giudizio è profondamente critico, dall'altra i due partiti dicono di comprendere anche «come la gestione di un fenomeno nuovo come le primarie non sia stata per nulla agevole, tanto più se si è dovuta affrontare in tempi stretti come è accaduto: superficialità, tensioni e nervosismi potrebbero esserne i frutti almeno parzialmente incolpevoli». Pur con tutte le attenuanti, «non riusciamo comunque a trovare, ad oggi, riscontri concreti e precisi alle nostre istanze tra quanto fin qui espresso dai candidati. Per una questione di coerenza però ci limitiamo, per ora, a sospendere il nostro giudizio non appoggiando formalmente alcuno di essi e lasciamo liberi i nostri simpatizzanti di decidere secondo il proprio convincimento».
«Vogliamo almeno sperare – concludono – che, una volta superate le tensioni e i timori delle primarie, il vincitore aprirà il confronto con noi riguardo al programma ed al percorso di rinnovamento e di cesura con il passato. In caso contrario ci riserveremo di prendere in considerazione tutte le opzioni che riterremo opportune».
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