Il dolore
La “banda dei nomadi” finisce in trappola
Misure cautelari per cinque Rom e Sinti (un sesto è ricercato) per una lunga serie di furti. Trovate anche fotocopie di banconote
PISTOIA. Si erano specializzati in furti di auto e moto e in colpi ai danni di negozi e attività commerciali in genere, per lo più in provincia di Pistoia ma con anche qualche sconfinamento in territorio lucchese. Ma con ogni probabilità si stavano preparando anche a commettere truffe per centinaia di migliaia di euro con la tecnica delle banconote fasulle.
Si sviluppava su diversi settori l’attività della banda di nomadi Rom e Sinti, tutti residenti in comuni della Valdinievole, tra Buggiano, Ponte Buggianese e Chiesina Uzzanese, sgominata dalla polizia. La trappola è scattata ieri, al culmine di una indagine coordinata dal pm Claudio Curreli, che ha visto la collaborazione degli uomini della questura di Pistoia e del nucleo prevenzione crimine della regione, ai quali si è unito, ieri mattina, anche un elicottero dell’ottavo reparto di volo di Firenze.
Nei guai, come detto, sei nomadi (tre uomini e tre donne), per cinque dei quali i poliziotti hanno potuto eseguire le misure cautelari concesse dal Gip, mentre il sesto soggetto è riuscito a sfuggire, almeno temporaneamente. Ma i poliziotti sono sulle sue tracce. I due della banda considerati i più pericolosi sono finiti in carcere, per gli altri sono stati disposti gli arresti domiciliari tranne che per una donna, verso la quale è scattato solo l’obbligo di dimora.
Contemporaneamente, gli agenti hanno eseguito undici perquisizioni in altrettanti alloggi di persone in un modo o in un altro legate alla banda. E i risultati sono giudicati molto interessanti dagli inquirenti, soprattutto consentono di legare i personaggi arrestati a singoli furti o rapine.
È proprio indagando su una rapina, quella messa a segno il 28 agosto scorso alla farmacia Morganti di Ponte all’Abate (Pescia), gli uomini della questura di Pistoia sono riusciti a scoprire le tracce della banda di nomadi. Per quella rapina, infatti, fu utilizzata una moto Suzuki grigia che era stata rubata nei giorni precedenti. Le indagini condussero a dei nomadi e gli investigatori si resero ben presto conto che questi ultimi erano soliti rubare moto e auto su commissione, da cedere poi ad altri malviventi che ne avevano bisogno per mettere a segno i loro colpi.
L’attenzione così si è focalizzata su questa banda di sei nomadi, che oltre a moto e auto per conto terzi, è accusata di aver commesso furti anche in proprio, prevalentemente ai danni di negozi e attività commerciali in genere. Come il colpo al ristorante La Corte di Prescia, del 27 settembre scorso. Ma gli inquirenti hanno messo nel mirino anche altri colpi; i collegamenti potrebbero emergere dai risultati delle perquisizioni di ieri. Ne sono esempi i furti al centro commerciale di Montecatini, a megozi come Sempre Scarpa e Nencini Sport o a un deposito di gasolio a Pescia.
In una delle case visitate i poliziotti hanno trovato centinaia e centinaia di banconote da 500 euro, fotocopiate e non stampate. Dei veri facsimili, inutilizzabili per uno spaccio al minuto, ma utilissimi per orchestrare delle truffe. I malviventi proponevano ad esempio l’acquisto di un’auto, poi la pagavano con alcune banconote autentiche e, per il resto, con quelle fasulle, magari avvolte in pellicole trasparenti per renderle più credibili.
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