Il Tirreno

Montecatini

«La proprietà se la deve tenere la Regione»

«La proprietà se la deve tenere la Regione»

Per Giuntoli, candidato alle primarie del Pd, Firenze deve investire prima di dare il mercato al Comune

2 MINUTI DI LETTURA





PESCIA. Se lo scopo era avere risposte dalla Regione sulla crisi del florovivaismo e sul futuro del Comicent, l’incontro con l’assessore regionale Salvadori è servito a poco»: questo il bilancio di Andrea Giuntoli, uno dei due candidati alle primarie del Pd di Pescia, sul convegno (vedi articolo sopra).

«Nessuna risposta dall’assessore – continua Giuntoli – che si è limitato a propinare la solita storia che gli imprenditori devono essere artefici del proprio destino, che è finita l’epoca dei finanziamenti a pioggia, che il mercato è dentro le mura ma esiste come luogo “metafisico” commerciale soprattutto fuori, che il distretto floricolo interprovinciale svolge un ruolo fondamentale ed è l’interlocutore della Regione e così via. Ovvero niente di nuovo rispetto agli ultimi anni. Ci si dimentica naturalmente di dire (oltre a non fare mai una sana autocritica), che la Regione è titolare della programmazione del settore e che il mercato è di proprietà della Regione stessa, che evidentemente ha la solo preoccupazione di affibbiarlo al Comune per poi liberarsi da ogni responsabilità. Quest’atteggiamento da parte della Regione è inaccettabile. Probabilmente l'assessore avrà detto cose più interessanti alla cena privata cui ha partecipato dopo, con alcuni rappresentanti delle categorie economiche e con l’altro candidato alle primarie, che notoriamente è più collegato di me alla giunta regionale presieduta da Rossi».

Quindi Giuntoli ribadice la sua posizione: «La Regione, insieme al Comune di Pescia, deve attivare un tavolo di concertazione con gli operatori (che sono ancora tanti in zona) e le categorie, per andare oltre il distretto floricolo interprovinciale, che in questi anni ha prodotto poco o niente, e fare un progetto che parta dalla necessità di fare sistema in questa realtà e concorrere, con progetti di sistema appunto, agli ingenti finanziamenti europei dei piani di sviluppo rurale a disposizione della Toscana. Progetto di sistema significa prevedere una vasta riqualificazione del processo produttivo con investimenti in innovazione, significa dotarsi di un marchio dei fiori e delle piante legato al territorio, significa rilanciare una manifestazione promozionale internazionale col marchio “Biennale”, significa investire sul mercato come centro di servizi alla produzione e commercializzazione, significa attrezzarsi nel marketing».

«Naturalmente – chiude Giuntoli – fino a quando non viene iniziato questo percorso complessivo di rilancio, la proprietà della struttura se la tiene la Regione e ci deve investire per adeguarla in termini di legge sulla sicurezza Ci sono sempre tante aziende in queste realtà che ci credono e tanti giovani che vi operano, questa rimane tuttora la prima economia della città. Dobbiamo ritornare a essere ambiziosi e pensare in grande. La politica ha questo compito e non può lasciare soli gli imprenditori».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa