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Che ne sarà del Comicent? L’assessore non lo dice

Che ne sarà del Comicent? L’assessore non lo dice

Nel vertice con Salvadori sul florovivaismo si parla di distretto e finanziamenti ma sui progetti per la struttura di via D’Acquisto non arrivano risposte

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PESCIA. «Se ci sono le disponibilità di tutti a mettere i soldi che occorrono per realizzare complessivamente il progetto, la Regione non si tira indietro»: questa la risposta secca sull’argomento che più sta a cuore a Pescia, il passaggio della struttura ex Comicent dalla Regione al Comune, data dall’assessore toscano all’agricoltura Gianni Salvadori nell’incontro ospitato dentro la stessa struttura e dedicato al florovivaismo. Un commento che si ricollegava a diversi passaggi dell’intervento dell’assessore («Progetti di questo tipo ed entità, 20 milioni di euro, sono importanti per qualunque amministrazione, quindi quando partiamo dobbiamo avere le idee chiarissime», «non sta alla Regione valutare se quel progetto ha un senso o pensare come sarà attuato», né tanto meno decidere se portare avanti il «passaggio di proprietà, su cui ho sentito oggi pareri discordanti»). E anche se non sono arrivate risposte a tutte le domande del presidente Cia Sandro Orlandini (per esempio a quella su come arrivare alla definitiva messa a norma del Comicent), nel corso della serata sono state affrontate tante questioni legate al florovivaismo: dalla collaborazione tra il settore florovivaistico e del verde e quello del benessere (sollecitata dal vice presidente di Cia Pistoia Roberto Chiti, alla centralità della ricerca nel settore (rocordata dal direttore del Cra Viv Gianluca Burchi.

Numeri. L’amministratore unico di Mefit Franco Baldaccini ha ricordato invece alcuni numeri dell’ex Comicent: «Abbiamo censito e registrato e messo in pulito la situazione del mercato, 730 ditte iscritte, di cui 265 di produttori, 358 di commercianti, 70 di trasportatori, 37 extra filiera, per un volume d’affari di circa 80 milioni e 1.200 lavoratori coinvolti».

Giuntoli. Quindi si sono succeduti gli interventi degli aspiranti sindaci. Particolarmente duro Andrea Giuntoli: «Mi sono stufato di sentir dire che il mercato dei fiori è finito, se ci sono tante aziende e anche tanti giovani vuol dire che non è finito. E poi non è che fuori di qui ci sia tanto lavoro alternativo. Per cui le persone vanno incentivate a crederci». In particolare, oltre agli altri temi toccati anche nel suo successivo intervento (vedi sotto) Giuntoli ha insistito sul destino del Comicent: «Pensate davvero che il Comune si possa sobbarcare la proprietà? La proprietà resta alla Regione ed è lei che deve dare le risposte e investirci. E se non può, utilizzerà il mercato in altro modo e ci darà un’altra struttura per il mercato dei fiori. Se noi prendessimo i 10 milioni della Regione, dovremmo avere finanziamenti privati paralleli, difficili da trovare. Finché non c'è una valutazione in tal senso la proprietà deve restare alla Regione».

Giurlani. L'altro aspirante sindaco di Pescia, Oreste Giurlani, ha detto che la ricognizione fatta nei giorni precedenti al Comicent gli ha fatto capire che «da parte di tutti c’è la consapevolezza che il settore è in crisi e che le famiglie in questo momento non comprano, perché i fiori non sono beni di prima necessità. Sulle soluzioni ognuno dice la sua, ma non c'è un’idea complessiva e innovativa. Ci sono proposte anche interessanti, ma individuali. La sfida è grossa, chi amministrerà il Comune e chi gestirà i fondi europei per l’agricoltura dovrà capire quali sono le quattro o cinque cose da fare per rilanciare il settore. La priorità è comunque intercettare i fondi europei». Giurlani ha poi concluso dicendo che bisogna fare qualcosa per utilizzare i terreni in stato di abbandono che si trovano in alcune parti del territorio, «perché oggi c’è un ritorno all’agricoltura e su quei terreni ci si può fare un recupero agricolo: il percorso dei fondi europei può servire anche a questo».

Il sindaco. Roberta Marchi ha sottolineato l’importanza della programmazione regionale, ma ha anche detto che «la Regione non può fare tutto. A ogni modo per il florovivaismo un finanziamento speciale è necessario perché è un settore in difficoltà. Facciamo un bel bando regionale per la floricoltura dove diciamo che chi fa certe cose sul fronte dell’innovazione, delle energie rinnovabili, del ricambio generazionale e così via otterrà tot finanziamenti». Quindi il sindaco è passato a parlare del Comicent: «È stato fatto il lavoro sui tiranti, grazie ai 500mila euro della Regione, ma mancano tante altre cose per metterla del tutto a norma. La Regione metta a punto la struttura, perché spetta al proprietario, poi il Comune farà il progetto per la gestione».

Il Distretto. Il presidente del Distretto floricolo interprovinciale Lucca Pistoia Marco Carmazzi ha evidenziato la difficoltà, per i floricoltori, a incassare. E, dopo aver replicato alle accuse di immobilismo, Carmazzi ha anche sottolineato alcune carenze: dalla mancanza di produzione locale per 5 mesi l’anno («Cosa che non invoglia i commercianti a venire») alle carenze in servizi e la logistica.

E l’assessore? Nel suo intervento conclusivo Salvadori ha ricordato che la Regione aveva chiesto di avviare la gestione unica dei mercati dei fiori di Pescia e Viareggio, ma, mentre Pescia è stata subito disponibile, da Viareggio non è arrivata alcuna risposta concreta. L’assessore ha poi sottolineato che le risorse della Toscana saranno destinate a «stimolare la competitività delle aziende», perché la sua idea di fondo è che «se il motore dell’economia sono le imprese, l'assistenzialismo è la peggiore risposta possibile». In questo senso, a suo dire, vanno interpretati i Piani integrati di filiera e dei quali Pescia (al contrario di Pistoia) non ha saputo approfittare. «Oggi - ha aggiunto - abbiamo la possibilità di gestire 961 milioni di euro nei prossimi sette anni per l’agricoltura (100 milioni in più di prima) e il 50% andrà a stimolare la competitività delle imprese attraverso bandi multimisura che premieranno la progettualità delle imprese». Un’occasione anche per la floricoltura, se saprà inserirsi in questi meccanismi virtuosi di filiera.

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