Sicurezza
Casa famiglia a Pieve contestata dai vicini Replica la proprietà
«Dopo l’accordo con l’Asl ci fanno passare da criminali Stiamo subendo minacce e anche danni nell’area esterna»
PIEVE A NIEVOLE. «L’Asl ci ha assicurato che queste non sono persone pericolose o che disturbano la quiete, e poi saranno sempre sotto il controllo di operatori specializzati in un edificio adatto a loro»: sulla questione della casa famiglia di prossima apertura in via Lazio, una stradina a nord di via Empolese, interviene Tamara Ulivelli, la proprietaria dell'abitazione che sarà adibita a struttura per persone che necessitano di assistenza psichiatrica.
Dopo l’accesa riunione tenutasi in Comune le sue dichiarazioni suonano come precisazione e accusa verso i residenti della zona, che in più occasioni, e a tratti anche a male parole, avevano dimostrato contrarietà al progetto, curato dalla cooperativa Specchio di Pistoia in accordo con l’Asl. E a rasserenare gli animi non sono bastate le parole del primario di psichiatria dell’ospedale di Pescia Vito D’Anza, che aveva spiegato che la villetta ospiterà persone (almeno 7 adulti) con patologie mentali considerate di non particolare gravità, interessate da un percorso di recupero cosiddetto a “bassa intensità”.
«Il vicinato sta passando il segno del corretto vivere in un paese civile – dice Ulivelli – da qualche settimana stiamo subendo pressioni e minacce. Tra l’altro, abbiamo anche registrato dei danni e dei dispetti nell’area esterna della proprietà. Vorrei sapere come si permettono di fare e dire certe cose, sto passando come la criminale che non sono. È da due anni che valutiamo l'accordo con l’Asl per la casa famiglia e così abbiamo fatto alcuni lavori migliorativi per rilanciare quest’edificio. I residenti che ce l’hanno con me non sanno di cosa stanno parlando».
Il vicinato di via Lazio che si oppone, oltre a essere preoccupato dell’impatto della casa famiglia nel quartiere, aveva sollevato anche dei dubbi sulla regolarità dei lavori realizzati alla villetta, approvati nel 2012 dal Comune. E probabilmente ha sempre nei pensieri l’efferato delitto consumato il 17 gennaio in un centro di recupero a Massa Cozzile.
«Sui 300 metri quadrati di superficie interna sono stati realizzati piccoli interventi di pulitura e imbiancatura nelle stanze e nei terrazzi più l'adeguamento dell'impianto elettrico e la sostituzione di alcune porte – spiega la proprietaria – per questi lavori non servivano permessi particolari. È quindi tutto in regola carte alla mano. Erano anni che l’Asl richiedeva di aprire una simile struttura a Pieve, noi avevamo la disponibilità di questa abitazione, che è stata ristrutturata proprio per ospitare un servizio del genere. Quindi lo spazio è più che idoneo per la casa famiglia e per le persone che ci abiteranno in tutta sicurezza, per loro e per gli altri». (lu.si.)
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