Attenzione
Bar e nuovi negozi al mercato coperto
Passa anche dal bando per l’assegnazione di 5 sfondi sfitti la trasformazione della struttura in un punto di ritrovo
MONTECATINI. Cinque fondi per un totale di quasi 40mila euro di canone annuo (come base d’asta): passa da questi requisiti e caratteristiche la possibilità di “svoltare” per il mercato coperto. La storica struttura di via Mazzini è infatti al centro di un progetto in grande stile da parte del Comune che ne vuole fare una sorta di “Covent Garden”, la vecchia area mercatale diventata da qualche anno il cuore della movida londinese, in grado di riqualificare un quartiere che per anni era stato semi-abbandonato. E anche nel caso di Montecatini si cerca di dare linfa al commercio del mercato con l’obiettivo di “salvare” la zona a sud di corso Roma, che per anni si è sentita trascurata dopo lo spostamento delle bancarelle del giovedì allo stadio e dopo una piazza Battisti rimasta a metà del guado.
«Dopo i lavori che porteranno alla rimozione della tettoia in Eternit e alla sua sostituzione – dice l’assessore alle attività produttive Fabio Tosi – a quelli di realizzazione di “Bibliomercato” (una sorta di “succursale” della biblioteca comunale che qui sarà dedicata ai ragazzi e alle famiglie, ndr), alla nascita del mercato della filiera corta Slow Food e a precedenti interventi di rifacimento del selciato e di ripulitura delle colonne, questo è un altro passo nella direzione del rilancio di quest’importante struttura».
L’amministrazione punta dritto verso la cancellazione dei fondi cronicamente sfitti al mercato coperto. Cinque, quelli che il Comune mette in locazione attraverso un bando che pone come termine ultimo per la presentazione delle offerte l’11 marzo (la successiva asta pubblica avrà luogo due giorni dopo, il 13). Tre di questi (vuoti da tanti anni) hanno destinazione d’uso “commerciale” e hanno una superficie di 28,24, 22,35 e 27,55 metri quadrati. L’amministrazione richiede, quale canone annuo a base di gara, rispettivamente 5.355,80 euro, 4238,64 euro e 5224,97 euro. Altri due fondi, da 50 e 75 mq, sfitti da circa un anno (quello dell’ex polleria Bacci e dell’ingrosso Scandagli) rientrano invece nella categoria “somministrazione assistita o non assistita” (bar e ristoranti): per questi il Comune chiede 13.468,25 euro e 11.316,42 euro l’anno di canone. Per quanto riguarda il primo lotto, la concessione avrà una durata di 6 anni e alla sua scadenza decadrà di diritto, salva la facoltà di eventuale rinnovo per un ulteriore periodo di pari durata. Alla scadenza i locali torneranno nella disponibilità del Comune, comprese le eventuali migliorie o addizioni. Per ciò che riguarda il secondo lotto, invece, la concessione avrà durata di 10 anni (con possibilità di rinnovo). Possono essere presentate offerte sia per i singoli fondi che per più fondi congiuntamente, restando inteso che nel caso di offerte per più di un’unità immobiliare saranno a carico del concessionario le spese per il collegamento tra i locali.
Nel bando si specifica che, in entrambi i lotti, non saranno ammesse le attività rientranti nelle seguenti categorie: sexy shop, phone center, centri scommesse e installazione di apparecchi e congegni automatici ed elettronici da trattenimento per il gioco lecito, money transfer, internet point, distributori automatici e, si legge, «qualsiasi attività lesiva dell’immagine della città o comunque non conforme allo spirito che contraddistingue le finalità di promozione del commercio e dei prodotti del territorio propri della struttura».
L’offerta più vantaggiosa sarà determinata in base alla proposta ideativa di gestione, alla sua realizzabilità, al suo livello qualitativo (serate a tema, vendita di prodotti dell’enogastronomia locale o dell’artigianato artistico: sarà dato il massimo punteggio a chi presenterà un progetto finalizzato al sostegno dei prodotti derivati dall’economia locale), alla tipologia di ristrutturazione (pregio estetico ed economico dell’intervento), ai tempi di realizzazione, all’originalità della distribuzione degli spazi (arredi e attrezzature), oltre ovviamente al miglioramento del canone annuo di concessione.
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