Lutto
Terme patrimonio di tutta l’umanità
Si avvicina il riconoscimento dell’Unesco alla nostra città Oltre alla gloria sono in ballo visibilità e finanziamenti
MONTECATINI. Ancora tre mesi di attesa per un traguardo storico, che significherebbe non una pacca sulle spalle e via. No, in ballo ci sono prestigio, accesso a finanziamenti, ritorno d'immagine. Verdetto finale a Parigi, sede centrale, mica un posto qualsiasi. «Aggiungere il nostro nome a quelli dei siti italiani già esistenti sarebbe motivo di orgoglio», dice il sindaco Bellandi, prima di annunciare che Montecatini è l'unica città italiana tra le terme europee a essere candidata a entrare a far parte del patrimonio dell'Unesco, l'organismo nato nel 1945 in seno alle Nazioni Unite per incoraggiare la collaborazione tra stati su istruzione, scienza, cultura e comunicazione.
Un percorso di lavoro iniziato oltre quattro anni fa ha ricordato Beatrice Chelli, consigliere comunale delegata al progetto, ripercorrendo le tappe. «All'inizio avevamo chance ridotte, fu creata la commissione consiliare con schieramenti allargati (per l'opposizione Eugenio Pancioli) quando arrivò la chiamata da parte della città tedesca di Baden Baden, che ci invitava a far parte di un pool».
Ecco la mossa giusta: il progetto individuale è diventato transnazionale, a quel punto, con Karlovy Vary, in Repubblica Ceca, capofila di alcune città termali tra cui la belga Spa, la francese Vichy, l'inglese Bath e proprio Montecatini consorziate nella candidatura. Fondamentale anche la partnership con la facoltà di architettura dell'università di Firenze, ieri presente in un Municipio gremito con il direttore del dipartimento Saverio Mecca. «La bellezza della vostra città è che nata proprio come sito termale, pensata con questo scopo e adattata alle esigenze delle sue acque».
A giugno la commissione Unesco che si riunirà dovrà valutare lo studio scientifico presentato a Montecatini per illustrare la bontà della candidatura. Un dossier impreziosito dal lavoro dell'architetto Claudia Massi, che ha illustrato le tappe della nascita della città: dalla bonifica di Pietro Leopoldo a fine Settecento alla nascita delle prime sorgenti termali nell'Ottocento (Torretta, 1823; Tamerici, 1843; Fortuna, 1853). E poi le opere di architetti termali ad hoc come Giulio Bernardini, che dal 1901 al 1914 costruì l'attuale città termale modellandola su ispirazioni di Karlsbad, Marienbad, la stessa Baden Baden. E ancora le ristrutturazioni di Ugo Giovannozzi, che creò il Tettuccio come lo conosciamo oggi. Obiettivo ambizioso: finire nel libro del patrimonio dell'umanità, che conta solo su un migliaio di siti.
Matteo Baccellini
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