Sicurezza
A Monsummano il record per il costo dei rifiuti
Cittadinanza e Resistenza compara le tariffe Tares a quelle di Fucecchio e Larciano e scopre che il costo è superiore del 35%. «Eppure noi abbiamo una discarica»
MONSUMMANO. In città sono in vigore le tariffe più alte della Tares rispetto ad altri territori che, come Monsummano, utilizzano lo stesso metodo di raccolta rifiuti (cioè il porta a porta) e lo stesso gestore (cioè Publiambiente). Lo sostiene “Cittadinanza e Resistenza”, le cui considerazioni si muovono da una tabella di cifre reali (fornite proprio da Publiambiente) che mette a confronto le aliquote Tares di tre Comuni.
A Monsummano, un'abitazione con una persona paga 1,53 euro a metro quadrato, con due persone 1,77, con tre 1,92, con quattro 2,07, con cinque 2,2 e con più di cinque componenti 2,32 euro. Questi dati vengono paragonati a quelli di Fucecchio: 1,24 euro a metro quadrato per una casa con una persona, 1,35 con due, 1,47 con tre, 1,58 con quattro, 1,69 con cinque e 1,77 con più di cinque. E alle tariffe di Larciano: 1,05 euro a metro quadrato per un'abitazione con una persona, 1,14 con due, 1,24 con tre, 1,34 con quattro, 1,42 con cinque e 1,5 a metro quadrato con più di cinque. «Il servizio costa circa il 35 per cento in più rispetto a quanto paga un cittadino di Larciano, con lo stesso carico di famiglia e la stessa metratura – scrive il comitato di cittadini – l’evidenza appare ancor più singolare se si pensa che a Monsummano, rispetto a Larciano, c'è una discarica che rimpingua il bilancio comunale: basti pensare che una tonnellata di rifiuti rende circa 135 euro. Inoltre, sulla discarica esiste una centrale a Biogas di proprietà del Comune ma in concessione di sfruttamento rilasciata alla società Marcopolo spa: gli introiti derivanti dalla vendita da parte della società dell’energia prodotta dai nostri rifiuti viene ripartita per un 96 per cento alla società stessa e per un 4 per cento al Comune. Anche se poco, questo 4 per cento va comunque a rimpinguare le finanze dell'ente».
“Cittadinanza e Resistenza” si rivolge quindi al sindaco Rinaldo Vanni per sapere «come sono stati ridistribuiti i ricavi provenienti dallo sfruttamento della discarica visto che abbiamo una tariffa altissima».
E alla capogruppo Pdl Giovanna Perone chiede «se se la sente di portare la questione all’attenzione del consiglio comunale».
«La Tares – conclude l'associazione – è comprensiva di altri oneri (illuminazione, strade eccetera) che devono essere coperti dalle amministrazioni nel medesimo modo. La differenza non la fa il sistema di calcolo della tariffa bensì deriva dalle capacità gestionali dell’amministrazione comunale: chi è in grado di gestire meglio le spese su queste voci è in grado anche di tassare meno i suoi cittadini. Per Monsummano essere al primo posto dei più “costosi” non è certo un motivo di vanto. Sarebbe logico attendersi che qui le tariffe siano più basse di altre, avendo una discarica e una centrale a Biogas in casa. Può darsi che il Comune abbia sottostimato nel tempo i rischi dovuti ad alcune situazioni, come la rivendicazione del possesso di un terreno in area industriale contro un privato (in via Mameli, ndr), che ha visto soccombere il municipio in tribunale, e il possibile contenzioso con la Papier International, necessario per l'ampliamento della discarica».
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