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Terme a caccia di finanziamenti Ue

Terme a caccia di finanziamenti Ue

Nella riunione in città dell’Ehtta si è parlato anche della libera circolazione nei Paesi per le cure

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MONTECATINI. Libera circolazione tra Paesi europei per le cure termali, scambi culturali tra scuole alberghiere e presentazione di una nuova brochure dedicata alle città termali. Sono stati alcuni dei punti all’ordine del giorno affrontati durante la riunione dell’Ehtta (European Historic Thermal Towns Association), organismo che da qualche mese è presieduto dal sindaco Giuseppe Bellandi e il cui consiglio direttivo si è riunito ieri a Montecatini. Un’associazione alla quale, come ha spiegato Bellandi, si è accettati solo se si possiedono particolari requisiti storici e architettonici. Quelle stesse caratteristiche che sono state inserite nel dépliant “Discovering the European route of thermal heritage”, dove Montecatini figura assieme ad altre 23 città termali del calibro (solo per fare qualche esempio) di Baden-Baden, Vichy, Wiesbaden, Budapest, Spa, Bath, Evian e delle italiane Fiuggi, Salsomaggiore e Acqui.

«Un percorso europeo – ha detto il sindaco – che permette una visibilità d’insieme e di esercitare una sorta di lobby positiva nei confronti della Commissione e del Consiglio d’Europa anche per cercare di ottenere i finanziamenti». Oggi i rappresentanti dell’Ehtta, guidati dal sindaco, saranno a Roma al fianco dell’Ancot (l’associazione dei comuni termali italiani) per incontrarsi con Federterme. Ma intanto sono state gettate le basi per le mosse future. «Un’occasione assolutamente da non perdere e sulla quale siamo tutti d’accordo – ha detto Bellandi – è quella del cosiddetto turismo transfrontaliero, che prevede, con le nuove normative, la possibilità di qualunque cittadino comunitario di usufruire delle cure, e tra queste anche quelle termali, in ogni Paese facente parte dell’Unione Europea».

Ma nel consiglio dell’Ehtta Bellandi ha anche avanzato un’altra proposta. «Per stringere maggiormente i contatti tra le città associate – ha detto il sindaco – una strada potrebbe essere quella di attivare scambi culturali o gemellaggi, magari partendo dalle scuole alberghiere. L’obiettivo è arrivare a creare una rete dell’ospitalità a livello europeo». Il delegato generale dell’associazione, il francese Michel Thomas-Penette, ha parlato anche dell’iniziativa denominata “I caffè d’Europa”, progetto comunitario che mira a unire termalismo e cultura per un’offerta sempre più ampia al turista che vada dall’arte alla musica, dalla storia alla letteratura.

«Le città termali – ha detto Thomas-Penette – devono recuperare il loro lustro e tornare a essere quel che gli inglesi chiamano smart-city».

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