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Poste, la Cisl regionale al Croce di Malta

MONTECATINI. Anche in Toscana i lavoratori delle Poste (9.500 nella nostra regione, con circa 900 uffici) si interrogano sul proprio futuro. Oggi al Grand Hotel Croce di Malta è in programma infatti...

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MONTECATINI. Anche in Toscana i lavoratori delle Poste (9.500 nella nostra regione, con circa 900 uffici) si interrogano sul proprio futuro. Oggi al Grand Hotel Croce di Malta è in programma infatti il consiglio generale regionale della Slp-Cisl, sindacato maggioritario nella categoria, a cui parteciperanno anche il segretario generale della Cisl Toscana, Riccardo Cerza, e il segretario generale nazionale della Slp, Mario Petitto. E il tema della cessione di quote dell'azienda ai privati e ai dipendenti sarà certamente al centro del dibattito. L'intervento di Cerza è previsto a fine mattinata, mentre quello di Petitto alle 17 circa.

«Al di là delle riflessioni ideologiche tra “padroni” e “operai” che affondano le radici in tempi ormai lontani – dice il segretario toscano della Slp, Vito Romaniello – la realtà è che il “padrone” delle Poste è uno Stato fortemente indebitato e quindi alla ricerca disperata di risorse per far fronte alle emergenze. Per queste ragioni si è parlato, ciclicamente, della vendita del Bancoposta o del patrimonio immobiliare di Poste o, cosa ancor più pericolosa discussa dal governo a dicembre, della vendita di Poste Vita. Qualunque di quelle tre scelte avrebbero decretato la morte di Poste Italiane che riesce a sopravvivere solo grazie alla sua unicità e alla sussidiarità tra i diversi settori».

«Abbiamo criticato per primi alcune passate privatizzazioni che hanno regalato ad amici degli amici aziende importanti – prosegue Romaniello – in questa occasione reputiamo che il decreto del governo vada nella giusta direzione, in quanto viene messa sul mercato una quota di minoranza di Poste Italiane, indivisa. Le quote vengono offerte ai risparmiatori oltre che agli investitori istituzionali e una quota (noi insistiamo per il 5%) viene offerta ai dipendenti. La nostra posizione è che le quote vadano distribuite ad una platea la più ampia possibile per evitare pericolose concentrazioni».

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