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Mobbing al Cosea Il sindacato va dai carabinieri

di Maria Salerno
Mobbing al Cosea Il sindacato va dai carabinieri

Un delegato trova un cero da morto sul suo armadietto La Cgil ha presentato una denuncia contro ignoti

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PESCIA. Se l’amministrazione comunale, attraverso il vicesindaco Oliviero Franceschi, era andata giù dura nei confronti della gestione del cantiere di Pescia del Cosea, non è da meno la Cgil. E se il Comune aveva chiesto “un cambio di passo” alla società che gestisce la raccolta rifiuti, il sindacato è arrivato a presentare una denuncia contro ignoti per casi di mobbing che si verificherebbero all’interno dello stesso cantiere. E Silvia Biagini, segretaria provinciale della Funzione Pubblica Cgil, condivide la protesta fatta propria, in consiglio, soprattutto da Forza Italia: «Non posso che confermare, con amarezza, la presenza di problematiche ancora irrisolte nel cantiere di Pescia».

Da un lato c’è la vicenda “storica”, ossia l’assegnazione ad alcuni lavoratori di mansioni superiori a quelle che gli spetterebbero,vicenda per la quale, ricorda Biagini, «sono ancora aperte tre vertenze legali e, nonostante la disponibilità dell’azienda a riaprire una discussione (che si è concretizzata in un incontro di alcune settimane fa), la situazione è di fatto immutata rispetto all’aprile del 2013 e, a mio parere, è di difficile soluzione».

Ma accanto a questa vicenda, nota da tempo, ci sarebbero anche fatti più gravi, avvenuti da ottobre a oggi e che hanno coinvolto direttamente i delegati sindacali e la Fp Cgil. Fatti che hanno portato il sindacato a rivolgersi ai carabinieri e presentare una denuncia verso ignoti.

«L'episodio sicuramente più inquietante – spiega Silvia Biagini – si è verificato circa un mese fa, quando uno dei delegati sindacali ha rinvenuto in cantiere, sopra il proprio armadietto, un cero da morto. Si tratta, evidentemente, di chiari tentativi di intimidazione, di una forme anonime di pressione, che rendono però il clima nel cantiere pesante, molto pesante, tanto che alcuni lavoratori hanno manifestando stati di ansia molto preoccupanti. Per questo ho incaricato lo sportello mobbing dell’ufficio vertenze legali di Pistoia di attivare tutte le procedure del caso».

A questa vicenda si sarebbero aggiunti anche altri tipi di problemi che si trascinano da mesi «senza trovare una soluzione, nonostante le assicurazioni da parte dell’azienda» (problemi specifici che riguardano, in questo caso «un lavoratore con invalidità civile e una lavoratrice madre»).

Poco importa la complessità del problema da risolvere: secondo il sindacato qualcosa non funziona nel confronto con la società: «Le trattative per la risoluzione di questioni anche semplici – prosegue Silvia Biagini – si trascinano in modo infruttuoso da mesi, e le nostre richieste, nonostante un’apparente disponibilità all’ascolto dell’azienda, non hanno ancora trovato una risposta».

Così anche la sindacalista della Cigl si dichiara favorevole al cambio nella gestione del cantiere chiesto dal Comune: «Sono fermamente convinta che sia necessario che quel cambio di passo richiesto dall’amministrazione avvenga urgentemente».

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