Il dolore
Auto che sfrecciano e lampioni spenti Protesta in via Giusti
La sicurezza è a rischio per i residenti e per i passanti e nei prossimi giorni partirà anche una raccolta di firme
MONSUMMANO. Cittadini arrabbiati ed esasperati per le condizioni in cui versa il primo tratto di via Grotta Giusti, quello che conduce da via Matteotti fino all’incrocio prima della salita in direzione zona termale. Una strada stretta e a senso unico, dove solo da un lato si può parcheggiare, 200 metri di asfalto delimitati da alberi e a un passo dal cimitero comunale di via del Riposo. La presenza del camposanto la rende così frequentata da numerosi anziani in diversi momenti della giornata. Una strada che però, da tempo, patisce mali ancora irrisolti.
E ora una ventina di famiglie, non solo di via Grotta Giusti, ma anche delle traverse vicine, quelle che più di tutte avvertono i disagi, provano a far sentire la loro voce. «Il primo grave problema è quello dell’illuminazione che non c’è – spiega la portavoce della protesta Anna Maria Caltagirone – almeno 4 pali della luce non funzionano e va da sé che, appena cala il sole, vista anche la presenza degli alberi, aumenta il pericolo per le persone che passeggiano o vanno in bicicletta. C’è il rischio molto alto di essere aggrediti o subire rapine: a me una ventina di giorni fa, intorno alle 19, si sono avvicinate due sagome nel buio che mi hanno messo paura, per fortuna un’amica che si trovava a transitare con l’auto mi ha visto, ha accostato e mi ha dato un passaggio fino a casa. Se nella stessa situazione si dovesse trovare un anziano non so cosa potrebbe succedere».
I residenti si chiedono il motivo del black out continuato alla pubblica illuminazione, risposte che ancora il Comune non è stato in grado di fornire. Ma c’è dell’altro. «Il secondo problema che viviamo ogni giorno – continua Caltagirone – è quello della velocità delle macchine di passaggio. La strada è piccola, ha il marciapiede da un lato, ha scarsa visibilità sia per i pedoni che per gli automobilisti. Chi posteggia rischia sempre di farsi portare via lo sportello dalle auto che sfrecciano a tutta velocità. Chi cammina a piedi o è in bicicletta rischia invece di farsi investire. Non capiamo come mai il Comune non possa mettere un dosso rallentatore».
I malumori covano da mesi tanto che nei prossimi giorni verranno messi su carta in una raccolta firme. Tra l’altro, nella zona è nei progetti dell’amministrazione un piano urbanistico di riqualificazione dell’area cimiteriale, che porterà alla costruzione anche di nuovi appartamenti e, quindi, a un incremento di popolazione. Per un quartiere già parecchio abitato raggiungibile da stradine e viuzze che mal sopportano tanta densità di persone, il timore per il futuro è forte.
Luca Signorini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
