Attenzione
Terme, solo 3 gli stabilimenti pubblici
Il progetto esposto dall’assessore Tosi al forum Pd. Altre proposte: una sopraelevata tra l’ex Lazzi e il parco di via Cividale
MONTECATINI. Il futuro, comunque lo si voglia immaginare, passa dalle Terme. Di questo ne è certa tutta Montecatini, divisa in tempi di campagna elettorale, e non solo, per quel cantiere alle Leopoldine fermo da troppo tempo che ha fatto parlare anche trasmissioni nazionali come Ballarò. Non appare strano che anche al Forum del Pd di questo weekend, “Partecipare al futuro”, uno dei tavoli più caldi (oltre cento persone) sia stato quello del rilancio economico e della sinergia per lo sviluppo commerciale e imprenditoriale. Che spazia da Terme a turismo, passando per la cultura.
Varie le proposte dei cittadini, tra cui commercianti, albergatori, semplici innamorati della città, che alla giunta Bellandi hanno chiesto una maggior vitalità per la Montecatini del domani. Ricordando un Kursaal smantellato decenni addietro senza un teatro al suo interno che funzioni attualmente, oppure un rilancio che passi dallo stile liberty tanto caro ai residenti, che sarà ripreso anche dalla nuova pavimentazione di “Città futura”.
«L'ideale sarebbe mantenere tre strutture termali a conduzione pubblica – ha detto l'assessore Fabio Tosi – una per il wellness, immaginiamo le Leopoldine che verranno; una per la cure e la salute, le già esistenti Redi; e una di rappresentanza, lo splendido Tettuccio». Il resto magari riuscire a privatizzarlo, alienarlo, a cominciare dall'Excelsior. «Ma facendo attenzione a non ripetere lo scempio della privatizzazione all'ascolana della giunta Severi», come ha ricordato anche il consigliere dei Riformisti, Moreno Mencarelli.
«È un piacere vedere così tanta gente interessata a progettare la città del domani – ha chiuso poi i lavori il sindaco Giuseppe Bellandi – una cosa è certa: non ci siamo stancati di amministrare questa città e abbiamo le idee giuste per continuare a farlo».
«Mai come ora è importante però la sinergia per riuscire a sopravvivere – ha detto al Forum Claudio Chimenti, presidente del Centro commerciale naturale – che parta magari dal turismo congressuale o dalla cultura (come nel caso della Galleria d'Arte Moca) per attrarre turisti, clienti anche nei negozi e far parlare di sé la città. In fondo la Toscana dopo Firenze ha in Montecatini il secondo centro commerciale naturale per numero di presenze». Una certezza da cui ripartire.
Al Forum si è parlato anche di infrastrutture per il domani con l'assessore Monica Galluzzi. Tra le idee, ecco i suggerimenti meno onerosi per eliminare la divisione tra zona nord e sud. Visto che l'interramento della Ferrovia non appare fattibile per ovvi motivi economici, qualcuno ha pensato di proporre una sorta di elevatore, o di sopraelevata, per collegare l'area della Lazzi al parco giochi di via Cividale e abbattere parte della barriera costituita dal passaggio al livello. Così, come in tema di comodità, ma forse non di sicurezza, si è parlato anche di poter aprire un varco dal lato del cimitero per la stazione, in modo da potervi accedere non solo da piazza Italia. Ma qui le Ferrovie dovranno dire la loro.
Matteo Baccellini
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