Le muore il marito alla vigilia del riavvicinamento a casa
PIEVE A NIEVOLE. Il sogno di una vita, quello di poter insegnare finalmente nella sua città, interrotto tragicamente quando era ormai a portata di mano. È la storia della maestra Elisa Parisi
PIEVE A NIEVOLE. Il sogno di una vita, quello di poter insegnare finalmente nella sua città, interrotto tragicamente quando era ormai a portata di mano. È la storia della maestra Elisa Parisi, «una bella persona, gentile, generosa, ed è anche una brava maestra della scuola per l'infanzia Andersen di via Emilia», come la descrivono Sandra Bechini e Najada Gashi, che ci hanno inviato una commovente lettera in rappresentanza anche degli altri genitori.
«Arrivata dalla Campania molti anni fa – scrivono – la maestra Elisa pur di lavorare è pian piano diventata parte integrante della nostra scuola, fino a diventare insegnante di ruolo. Sono stati anni difficili, in cui ha dovuto impegnarsi a fondo per l'insegnamento ai più piccoli, e dividendosi dalla sua bella famiglia che invece è dovuta rimanere a vivere in provincia di Salerno. Lei quindi ha continuato a fare la pendolare, con la speranza poi di ricongiungersi a loro. Quest'anno avrebbe potuto chiedere finalmente il trasferimento, e forse lo farà, ma non sarà più come prima: tutto ciò che aveva sognato è svanito domenica 2 febbraio quando improvvisamente, a soli cinquant'anni, ha perso il marito.
Un terribile scherzo del destino che ha gettato lei e la sua famiglia in un dolore profondo». Dalla notizia sono rimaste scioccante le colleghe, «che non solo si occupano della formazione dei nostri bambini, ma che sono legate da un affetto vero e spontaneo. Anche noi genitori siamo rimasti dispiaciuti, perché è impossibile non voler bene alla maestra Elisa. A dimostrazione di questo c'è stata subito una grande mobilitazione per una raccolta fondi di cordoglio, per farle sentire la nostra vicinanza. I suoi bimbi chiedono di lei tutti i giorni ed è per questo che la rivogliamo presto fra noi! Forza maestra Elisa, ti abbracciamo nell'attesa di poterlo fare di persona».
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