Lutto
Tempesta nel Pd di Pescia dopo l’incarico a Guja Guidi
PESCIA. Aria di tempesta nel Pd pesciatino. È quella che emerge dalla lettera, firmata da 46 iscritti, e inviata ai vertici nazionali (compreso il segretario Renzi) e locali del partito, per...
PESCIA. Aria di tempesta nel Pd pesciatino. È quella che emerge dalla lettera, firmata da 46 iscritti, e inviata ai vertici nazionali (compreso il segretario Renzi) e locali del partito, per contestare, soprattutto nei modi, la nomina dell’ex assessore Guja Guidi nell’assemblea regionale del Pd.
«Abbiamo scoperto – si legge nella lettera – con nostra grande meraviglia e amarezza, che Guja Guidi è stata nominata (non eletta) all’interno dell’assemblea regionale del Pd. Questa nomina ci offende profondamente. Niente abbiamo da dire sulla persona, molto sui suoi comportamenti politici su cui giudichiamo chi fa politica. La signora Guidi si è candidata alle primarie alla carica di sindaco di Pescia 5 anni fa. Le ha perse e, fedele al patto delle primarie, ha avuto assieme ad altri l’infausta idea di rompere l’accordo delle primarie e candidarsi comunque alle elezioni amministrative, spaccando il centrosinistra e consegnando così il Comune di Pescia all’attuale amministrazione di destra. Un’amministrazione che sta letteralmente portando il comune alla rovina e che non ci sarebbe stata se la signora Guidi, assieme ad altri, non avesse promosso la drammatica frattura del centrosinistra, di cui avevano fatto parte e condiviso gli atti anche in consiglio comunale fino al giorno del primarie stesse».
«Il nostro segretario nazionale – continua la lettera – ci ha dato uno splendido esempio di come funzionano le primarie nel dicembre 2012; a Pescia la signora Guidi ci ha dato l’esempio di come si possono screditare perché le ha sfregiate. E, se le primarie sono nel Dna del Pd, bisogna fare in modo che non diventino una messinscena come le fece diventare la signora Guidi. Abbiamo già accettato che i promotori di quella frattura rientrassero nel Pd, e addirittura vediamo che uno di loro si candida a sindaco, senza una minima autocritica sulle proprie responsabilità. Pensare però che chi ha impersonato quella frattura faccia parte del massimo organismo dirigente regionale del Pd fa davvero rabbrividire. Cosa ha da insegnare? Cosa può dirigere? Già non avrebbe dovuto accettare, ora dovrebbe dimettersi, ma non ci aspettiamo che lo faccia. Ci meravigliamo di chi ce l’ha inserita. Voci di corridoio dicono di scelte fatte fuori da Pescia, magari da autorevoli “dirigenti”. È vero? Non lo sappiamo. Chiediamo a voi, segretari locali, di dirci se lo sapevate e se avete avallato la scelta o se è colpa delle correnti del Pd, che non vengono rottamate proprio da chi si dice seguace di un rottamatore. Purtroppo constatiamo che, nonostante il disastro compiuto dalla destra a Pescia, c’è chi pervicacemente, con scelte scellerate come questa, vuole rovinare la credibilità del Pd pesciatino . A questo punto ci domandiamo: facendoci perdere ogni credibilità forse c’è qualcuno che vuole far vincere ancora la destra alle elezioni? Minare la credibilità del Pd con scelte politicamente suicide come questa non è forse un modo per avvantaggiare la destra? Siamo stanchi delle larghe intese, a Roma e a Pescia. Chiediamo ai responsabili di questa scelta di metterci la faccia. E chiediamo ai segretari di non chiudere gli occhi su quello che sta succedendo a Pescia, perché questa è una pagina di cattiva politica da rottamare. Attendiamo (s)fiduciosi».
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