La manifestazione
Sulla raccolta rifiuti tra Comune e Cosea è muro contro muro
Dopo il vicesindaco anche i consiglieri del suo gruppo chiedono la rimozione della responsabile del cantiere
PESCIA. Prosegue il muro contro muro del Comune contro la società Cosea. Dopo la richiesta di allontanamento della responsabile del cantiere di Pescia, formalizzata all’azienda attraverso una comunicazione ufficiale a firma del vicesindaco Oliviero Franceschi (e indirizzata al presidente Cesare Callisti), l’avvocato Michele Miscione per conto del Cosea aveva preso le difese di Simonetta Lanzarini. Nella sua replica il legale aveva accusato l’amministrazione di «tentativi d’interferenza indirizzati a colpire una persona sola».
I consiglieri Alessandro Ricciarelli e Giancarlo Pellicci, i firmatari della mozione con la quale il consiglio comunale aveva deliberato il famoso “cambio di passo” nella gestione del cantiere, non fanno marcia indietro. Anzi, definiscono «tale presa di posizione non opportuna», e si dicono stupiti di fronte alle parole dell’avvocato Miscione.
«Non capiamo – scrivono in una nota i due consiglieri – se tale avvocato è di parte Cosea oppure estende il suo incarico ai dipendenti. Se così fosse le rappresentanze sindacali dovrebbero trovare in detta avvocatura tutto il supporto necessario. Troviamo strano che l’avvocato di una municipalizzata venga scagliato contro il suo socio di maggioranza, come peraltro è strano e grave cercare di affossare la volontà popolare espressa con una delibera di consiglio comunale. Cosea poteva manifestare la propria solidarietà ai lavoratori unendosi alle loro denunce. Forse i dipendenti di basso livello non hanno dritto di essere difesi da tali ignobili attacchi? Oppure c’è qualche altra spiegazione?».
Quanto all’ipotesi – che era stata smentita dal legale di Cosea Spa – di «una denuncia ai carabinieri contro Cosea Spa», Ricciarelli e Pellicci puntualizzano che «le denunce ai carabinieri non sono contro Cosea, ma sono state redatte “contro ignoti” per fatti accaduti dentro al cantiere Cosea, ma riteniamo assennato affermare che l’indagine dei carabinieri “contro ignoti” possa individuare qualche responsabile all’interno del cantiere. Questo avvierà un iter con conseguenze che le nostre leggi stabiliranno».
«Suggeriamo a Cosea – chiude la nota dei due consiglieri – se così fosse, di non sprecare denaro pubblico e di lasciare le difese della dipendente totalmente a suo carico».
Intanto, all’ultima riunione con l’azienda che si è svolta a Porretta Terme, e che ha visto anche la partecipazione di Franceschi, la questione non è stata affrontata. Eppure nella comunicazione indirizzata al presidente Cosea Franceschi, speranzoso, concludeva: «Credo che l’ottemperanza di tale richiesta pervenuta dal socio cliente non possa non trovare da parte vostra immediato accoglimento». (m.s.)
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