Attenzione
Primarie a Pescia: di fronte idee uguali
Nel primo faccia a faccia tra Giuntoli e Giurlani nessun colpo basso, nessun vincitore e fondamentalmente poche differenze
PESCIA. Si è svolto giovedì sera, il primo confronto tra i due candidati alle primarie del centrosinistra pesciatino, Oreste Giurlani e Andrea Giuntoli. Tanti i temi affrontati: turismo, ospedale, parcheggi, fiscalità.
Chi si aspettava un confronto politico all’americana – fatto di colpi bassi, risposte piccate e attacchi irriverenti – sarà rimasto però un po’ deluso. Va bene che, come è stato ribadito in più di una circostanza, chi perde starà con chi vince ed entrambi i candidati condividono il programma della coalizione, ma non si coglievano le differenze. Appena qualche sfumatura.
Giurlani è contrario al business park, ma anche Giuntoli lo è. Giuntoli ritiene che il problema parcheggi a Pescia vada affrontato a partire da «una rivisitazione dell’accordo con la Pepar» che potrebbe scaturire anche in un contenzioso, dal canto suo Giurlani afferma con convinzione che le tariffe applicate dalla Pepar «sono vergognose e devono essere abolite». Entrambi poi, sottolineano la necessità di un coinvolgimento attivo della cittadinanza nelle scelte amministrative e quella di ridare speranza a chi ormai sembra essersi rassegnato.
Solo quando viene affrontata la questione ospedale si comincia a intravedere qualche differenza. Non tanto nel merito (l’ospedale è una risorsa per il territorio e ne va arrestato il depotenziamento e su questo i candidati sono concordi), quanto piuttosto nel metodo. Giurlani parla di avviare un confronto con la Regione e istituire un «patto territoriale» da inserire nel piano sanitario, Giuntoli gli risponde che «avere ragionato in termini aziendalistici finora non ha pagato» e si dichiara scettico sui patti territoriali («Meglio potenziare quello che abbiamo, riconoscere che si sono fatte scelte sbagliate, come ad esempio quella di avere chiuso pediatria e impegnarsi, coinvolgendo gli altri sindaci della Valdinievole, perché venga riaperta»).
Ma fino all’ultimo entrambi appaiono vittime di un fair play eccessivo, che li ingessa un po’. Nemmeno l’eventualità, per chi perderà la sfida, di entrare a far parte della squadra di governo dell’avversario serve a scuotere il dibattito. Giurlani dribbla con maestria la domanda limitandosi a dire: «Ci siamo giurati fedeltà quindi chi vince avrà il pieno sostegno dell'avversario», Giuntoli, invece, sostiene che pur non avendo difficoltà ad accogliere l’avversario nella propria squadra, non altrettanto disponibile sarebbe ad andare a far parte della squadra dell’avversario («Se perdo non voglio cariche, perché io non vivo di politica. Ho fatto questa scelta perché credo che ci si debba misurare e mettere al servizio dei pesciatini la conoscenza del territorio e la propria passione»). Concludendo nessuno dei due ha messo al tappeto l’altro.
Maria Salerno
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