Sicurezza
Il Tar boccia un piano di urbanizzazione a Traversagna
«Un'operazione manifestamente illogica, peraltro censurata sia dalla Provincia di Pistoia che dalla Regione Toscana»: i magistrati del Tar, con una sentenza recente, non hanno avuto
MASSA COZILE. «Un'operazione manifestamente illogica, peraltro censurata sia dalla Provincia di Pistoia che dalla Regione Toscana»: i magistrati del Tar, con una sentenza recente, non hanno avuto dubbi nell’accogliere il ricorso di due privati cittadini su una parte del regolamento urbanistico approvato nel settembre 2007.
Il reclamo, presentato nel 2008 quando l'attuale amministrazione non era ancora in carica, si riferisce a un piano di urbanizzazione in località Traversagna (in gergo tecnico, l’Utoe 4), a sud dell'azienda Macolive tra via Bruceto e via Vetriano. I ricorrenti hanno impugnato la nuova previsione urbanistica su un’area destinata perlopiù a verde pubblico: con l’atto del Comune si dava la possibilità di realizzare nella zona edifici fino a 10,50 metri di altezza, compreso l’ampliamento dell’opificio industriale presente.
Per i giudici amministrativi, «l’incremento della volumetria edificabile e delle superfici impiegabili sono eccedenti ai limiti massimi stabiliti dal piano strutturale: le previsioni di piano pari a 55.200 metri quadrati di suolo impiegato e 75mila metri cubi di edificabilità sarebbero state ampliate rispettivamente del 17,97 per cento e del 25 per cento, e questo grazie all'artificioso recupero delle quote residue del vecchio piano regolatore generale».
E ancora: «È poi dedotta la contrarietà del regolamento impugnato al mantenimento e alla valorizzazione dei “vuoti urbani” riconoscibili nel tessuto insediativo continuo e diffuso della pianura, nonché la riqualificazione e il potenziamento delle attrezzature e delle aree a verde pubblico». Poi il terzo motivo, «con riferimento alla disponibilità di adeguate risorse idriche, al rispetto dei parametri di depurazione delle acque reflue, al rispetto degli standard urbanistici e alle interferenze con la viabilità esistente». Per tutto questo «il ricorso è fondato e finisce per incidere su una pluralità dei soggetti e non soltanto sui proprietari vicini».
«La sentenza annulla una parte di Ru dove ci sono dei termini superati, sul numero di abitanti previsti e sulle metrature – dice il sindaco Massimo Niccolai – naturalmente dovremo rivedere la previsione di urbanizzazione». Tra l'altro, il Comune è stato condannato a pagare 2mila euro di spese processuali.
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