La manifestazione
E Rita parla ai ragazzi dell’istituto Iozzelli
MONSUMMANO. Anche a Monsummano si è parlato di mafia, di legalità e di rispetto dei diritto dell'uomo. Ieri mattina, davanti agli studenti delle quinte elementari e delle seconde medie dell'istituto...
MONSUMMANO. Anche a Monsummano si è parlato di mafia, di legalità e di rispetto dei diritto dell'uomo. Ieri mattina, davanti agli studenti delle quinte elementari e delle seconde medie dell'istituto comprensivo “Iozzelli” di Cintolese, riuniti all'ex Oratorio San Carlo, c'era Rita Borsellino, la sorella del magistrato ucciso in via D'Amelio. L'europarlamentare Pd (per la seconda volta in città dopo l'inaugurazione del 1997 della scuola “Borsellino” di Bizzarrino) ha portato la sua testimonianza diretta di cosa vuol dire conoscere da vicino la criminalità organizzata e i suoi metodi, e di come combatterla ogni giorno. «La scuola – ha detto Borsellino – oltre a essere il più grande luogo di educazione, ha continuato nel tempo a tramandare la memoria, è un presidio straordinario e soprattutto istituzionale sul territorio. Vorrei far capire che l'Istituzione può essere occupata “abusivamente” da chi non ne è degno, ma è un qualcosa di sacro da difendere: noi tutti dobbiamo lavorare per mantenere il ruolo delle istituzioni come fondamenta e struttura portante della democrazia e della nostra libertà di cittadini». I bambini, guidati dagli animatori dell'associazione Mimesis, hanno interagito con la Borsellino attraverso domande, scenette e battute sul tema della mafia, nel segno della pace, della coscienza civica e della fiducia nelle istituzioni. All'incontro erano presenti l'assessore all'istruzione Barbara Dalla Salda, la dirigente scolastica Roberta Tommei e numerosi genitori che, come i loro figli, sono coinvolti a pieno titolo nel quotidiano percorso di sensibilizzazione necessario per sconfiggere questo grande male della società.
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