La manifestazione
Cantine Montalbano messe sottosopra da un raid dei ladri
Rubati bottiglie di vino e denaro e danni per 4mila euro Il sindaco: «Situazione intollerabile, la politica deve muoversi»
LARCIANO. Volevano quel Sassicaia d'annata e quel Chianti Riserva. Già che c'erano hanno divelto il registratore di cassa alla ricerca di un po' di soldi. Ma era il vino pregiato il loro vero obiettivo. Per centrarlo, d'astuzia o con la forza, hanno aggirato tutti gli ostacoli che si trovavano di fronte: prima scavalcando il cancello d'entrata (per aprirlo dall'interno), poi spaccando almeno quattro tra porte e finestre. Nel frattempo avevano anche spento la luce che illuminava il piazzale, così da agire nell'ombra. Deve essere stata una banda professionale di ladri a introdursi martedì notte, intorno alle 3, nella sede della Cooperativa Vinicola Chianti Montalbano, in via Ferrucci. Un gruppo ben coordinato di predatori che si è portato via una trentina di bottiglie (qualcuna da oltre 170 euro l’una), due personal computer e anche bottiglioni d’olio, per un valore complessivo di 2.500 euro. Probabilmente un complice attendeva in strada, a bordo di un furgoncino, la fine della razzia. Il suo compito era quello di accendere il motore e portare in salvo i compagni confondendosi con l'oscurità. Hanno agito indisturbati questi banditi, scorrazzando negli ampi locali della cantina sociale che riunisce numerosi produttori del territorio, da Monsummano fino a Cerreto Guidi. «Nonostante le statistiche forniscano dati in calo e le forze dell'ordine lavorino al meglio delle loro possibilità – commenta il sindaco di Larciano Antonio Pappalardo – la frequenza con cui si verificano tali episodi sta portando i cittadini all'esasperazione, ma soprattutto diffonde un senso di impotenza e sfiducia verso le istituzioni. Osservando la realtà dei fatti e l'attenzione che la politica non ripone verso questi fenomeni non si può che comprendere le ragioni di questo sentimento. Anziché fronteggiare la criminalità si parla di amnistie o indulti, sempre meno criminali scontano la pena in carcere e anzi, spesso, rimessi in libertà tornano a delinquere facendosi scherno delle forze di polizia. Una situazione del genere non è tollerabile e richiede risposte rapide e incisive da parte di chi, prima di tutto la politica nazionale, deve garantire sicurezza e ordine pubblico. In più, i mezzi usati e la tecnica esibita fanno rabbrividire». Sulla scena del furto sono state ritrovate mazze, asce e seghetti: utensili necessari per introdursi all'interno dell'edificio. Dai 3 ai 4mila euro la conta dei danni subiti. «È per stimolare una reazione degna di un paese civile, che ha a cuore la vita dei propri cittadini, che lancio l'allarme e invito tutti coloro che hanno la responsabilità e il potere di affrontare questi fenomeni – chiude Pappalardo – non possiamo continuare a dare la sensazione di rimanere inermi di fronte a episodi criminali che stanno minando le fondamenta della democrazia».
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