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Il Comune conosceva bene le difficoltà del S. Domenico

Il Comune conosceva bene le difficoltà del S. Domenico

Il presidente e alcuni membri del Cda precisano di aver comunicato a più riprese l’ammontare dei debiti dell’ente per il calare delle degenze e i lavori di adeguamento

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PESCIA. Sulla disastrosa situazione del San Domenico il Comune sapeva. Ad affermarlo sono Piero Danesi, presidente dell'ente (da ieri commissariato) e alcuni consiglieri del Cda, che attraverso una ricostruzione puntuale degli incontri avuti, nel corso degli anni, con l'amministrazione e la Società della Salute smentiscono con forza quanto sostenuto finora dall'amministrazione comunale relativamente al fatto che non era a conoscenza della situazione in cui versavano le casse della storica casa di riposo «Già nel 2012 i debiti in bilancio verso i fornitori ammontavano a circa 750 mila euro – riferiscono Danesi e alcuni membri del cda – di cui quasi 500 mila nei confronti della cooperativa di servizi Idealcoop. Il consiglio dell'ente già a luglio 2011, in una riunione con il Comune, manifestò le difficoltà ma queste sono state solo in parte recepite. Nel 2012, con una media di 54 ospiti e nessun inserimento né da parte della Sds, né della Usl per le cure intermedie, e con l'inizio di alcuni lavori di adeguamento, il bilancio dell'ente è stato chiuso con una perdita di oltre 50 mila euro e anche in questo caso l'assessore Conforti e i dirigenti del Comune ne furono informati. Nel 2013 in tutte le riunioni col sindaco Marchi, il presidente della Sds Bettarini e numerosi dirigenti la situazione di difficoltà della struttura, a causa dei mancati inserimenti degli ospiti e delle cure intermedie, sono stati costantemente ribaditi. Il 2013, poi, è stato per l'ente un “anno catastrofico”: ci sono state le spese per l'adeguamento della struttura, e pur provvedendo alla riduzione di alcune voci non essenziali non è stato possibile incidere sulle rette di degenza le cui ore di assistenza sono previste dalla legge regionale».

«Il continuo mancato inserimento di ospiti da parte della Società della Salute e la sostituzione di 13 ospiti storici deceduti durante l'anno – proseguono – ha fatto crollare la media delle presenze a 45, il tutto è avvenuto però nell'ottica della piena salvaguardia dei posti di lavoro. Tutto ciò ha comportato un mancato introito da rette di ricovero di circa 350 mila euro, che sommati agli interventi di messa a norma ha messo in serie difficoltà la struttura, senza contare sulla mancata certezza, da parte degli enti preposti, degli inserimenti di ospiti per un totale di 30/40 mila euro mensili sui quali fare affidamento per un concreto piano senza tagliare i servizi. Perché, se come ci chiedeva il sindaco di fare in 7 giorni, avessimo dovuto fare un piano industriale realistico, questo avrebbe implicato il taglio di servizi o di posti di lavoro». Il presidente e alcuni consiglieri sottolineano poi, la scarsa plausibilità di certe dichiarazioni del direttore della Sds Claudio Bartolini, che riferisce di avere ridotto le liste d'attesa dei riposi assistenziali facendo inserimenti nelle Rsa «ma non al San Domenico che è un ente pubblico. Dunque forse producendo un danno erariale?'La politica degli inserimenti dovrebbe essere obiettivo primario di tutte le forze politiche pesciatine. Il sindaco e il presidente della Sds conoscono bene la situazione del San Domenico, che essendo una struttura pubblica deve continuare a rappresentare un servizio per gli utenti che lo richiedono».

Maria Salerno

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