Il Tirreno

Montecatini

La Destra e le primarie

«O si rinnova davvero o noi non ci staremo»

MONTECATINI. «Il percorso verso una candidatura da opporre al sindaco Bellandi alle prossime elezioni, partita maluccio, non sta proseguendo affatto meglio»: nel centrodestra una voce critica si leva...

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MONTECATINI. «Il percorso verso una candidatura da opporre al sindaco Bellandi alle prossime elezioni, partita maluccio, non sta proseguendo affatto meglio»: nel centrodestra una voce critica si leva sul come lo schieramento si sta muovendo in vista delle prossime elezioni. È quella del segretario provinciale de La Destra Giuseppe Fiore.«Non c’è stato nulla da fare riguardo alla nostra proposta di costruire unitariamente un progetto alternativo a quello dell’attuale amministrazione coinvolgendo cittadinanza, categorie e associazioni – scrive Fiore – si è invece pervicacemente voluto stabilire il “chi” rispetto al “che cosa dovrebbe fare chi”. Seppure a malincuore, con il solo scopo di cercare di non frammentare un fronte comune, La Destra, con Fratelli d’Italia, ha aderito al comitato per le primarie. Ci saremo almeno aspettati, seppure con ritardo, un confronto serrato e fattivo per realizzare almeno uno “straccio” di progetto comune a cui i vari candidati avrebbero dovuto dare ciascuno “un’anima”, caratterizzandolo in maniera personale. Le primarie quindi sarebbero poi arrivate per valutare quale, tra gli elaborati proposti, fosse il più appetibile e condivisibile da parte dell’elettorato. Non è avvenuto nulla di tutto ciò, le poche riunioni si sono perse, in gran parte, nella stesura di un prolisso regolamento per le primarie perdendosi spesso in inutili bizantinismi in cui è affiorato, più che altro, una sostanziale mancanza di fiducia, il timore di fregature reciproche e la scarsa disponibilità a scoprire le proprie carte. Fa poi sorridere che, nonostante il regolamento solennemente prevedesse il termine per la presentazione delle candidature (con regolare corredo di firme) alle 12 di sabato, la scadenza sia stata inspiegabilmete posticipata alla stessa ora di domenica. Come pure suscita ilarità il fatto che, anche qui dopo impegni solenni, nel regolamento non si trovi più traccia di un quorum minimo di votanti per dare credibilità alle votazioni».

«La Destra costretta ad abbozzare su quasi tutto per amor di patria – chiude Fiore – aveva posto un’unica pregiudiziale. Nessuno di noi vuole essere contro a un qual si voglia partito o formazione né tanto meno vogliamo essere ostili a una o più persone. Ciò che vogliamo combattere, oggi come 5 anni fa, è un costume di far politica a Montecatini nell’area di centrodestra. Se non sarà forte e chiara questa volontà di cambiamento, se non emergerà un candidato credibilmente in grado di raccogliere e tenere alta questa bandiera non potremo essere della partita. Se quanto visto fin qui non pare essere confortante, stiamo invece osservando con interesse alcuni segnali, ancora timidi e non del tutto manifesti, da parte di uno dei candidati di Fi che fino ad ora si è tenuto distante dal “cortile”, che sta ricostruendo la propria figura prevalentemente fuori dal partito, che sembra stia riuscendo a coinvolgere ambienti e persone nuovi e lontani dal solito gruppo di centurioni abituati a giocarsi a dadi la veste ai piedi della croce. Rimaniamo in attesa di capire se si tratti davvero di una forte ventata di aria fresca o solo di una più o meno abile manovra di marketing con la solita regia di palazzo».

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