Il dolore
È ancora da decidere quale sarà il destino dell’ambulatorio
Il sindaco di Marliana tranquillizza il paese di Femminamorta ma una riorganizzazione degli immobili sarà fatta
MARLIANA. «Al momento nessuna decisione è stata presa e, comunque, prima di assumere eventuali provvedimenti verrà coinvolta la popolazione»: le parole del sindaco Marco Traversari suonano come rassicurazione per i cittadini dopo che, nelle ultime settimane, sul territorio erano nati dei malumori intorno alla presunta chiusura dell’ambulatorio nella frazione di Femminamorta. Dalle voci che circolavano sembrava che il presidio dovesse trasferirsi, già dal primo febbraio, nella residenza sanitaria assistita “Domus Pacis” di Goraiolo. Eventualità che comunque non si è verificata.
«L'ipotesi di lasciare l’attuale sede dell’ambulatorio (che costa 8mila euro all’anno ndr) per un’altra non è una semplice operazione limitata al trasloco degli arredamenti, ma rientra in una operazione ben più ampia e complessa che coinvolge l’intero patrimonio immobiliare comunale e occorre anche il consenso Asl», precisa il sindaco.
L’obiettivo è il contenimento delle spese, dalle bollette agli affitti. Nelle prossime settimane verranno così organizzate una serie di assemblee pubbliche per informare i cittadini. Ma l'idea è chiara: «Stiamo partendo con delle verifiche per procedere a una razionalizzazione generale sugli immobili dove gravano dei costi per noi non più sostenibili e che non dovrebbero neppure esserci – spiega Traversari – è un percorso generale che sarà spiegato agli abitanti. Dobbiamo razionalizzare, ma non tagliare. E comunque niente è ancora stato deciso».
Di sicuro c'è che gli ambulatori di Marliana, Serra, Avaglio, Femminamorta e Montagnana, tra riscaldamento, luce, acqua e telefono, costano circa 45mila euro all'anno. L’Asl, da contratto, contribuisce con una quota di 10mila euro, il resto è a carico del Comune. Una prima mossa per ridurre i costi è stata la disdetta del contratto di affitto della vecchia guardia medica di Montagnana: prima in una stanza privata da 800 euro al mese, ora in uno spazio comunale. Anche gli impianti sportivi e i vari circoli rientrano in questo percorso di razionalizzazione, come gli appartamenti destinati alle situazioni di emergenza abitativa.
«Quello di cui sono certo – chiude il sindaco – è che i servizi rimarranno gli stessi e non saranno tagliati, anzi: posso annunciare che sono stati acquistati due mezzi per il trasporto di persone che hanno difficoltà a muoversi».
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