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Entro la fine del mese via ai lavori alla chiesa di Massa

di Luca Signorini
Entro la fine del mese via ai lavori alla chiesa di Massa

L’edificio è inagibile da quando fu colpito da un fulmine Dalla Fondazione Caripit un contributo di 50mila euro

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MASSA COZZILE. Quando una comunità, se unita, fa la differenza. Lo dimostrano le poche centinaia di residenti del colle di Massa. La loro pacifica mobilitazione, iniziata a fine 2012, porta risultati che, da altre parti, si attendono in gloria da tempo. Del più importante se ne ha conferma in questi giorni: cioè l’avvio dei lavori alla chiesa di Santa Maria Assunta, proprio all'ingresso del paese.

«Da contatti che abbiamo avuto con la Curia vescovile di Pescia (che si occupa dell'intervento ndr) – spiega il presidente del comitato Borghi Storici Leonardo Bonelli – le opere partiranno in questo mese di febbraio. Se non ci saranno imprevisti dovuti anche dal maltempo, entro giugno dovrebbero terminare. A quel punto la nostra chiesa sarà riaperta alle funzioni religiose».

A sbloccare lo stallo in cui si era arenata la questione ci ha pensato la Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, che a inizio gennaio ha destinato alla locale parrocchia 50mila euro come tesoretto da cui partire. «Il progetto definitivo dei lavori e i relativi permessi da parte di Comune e Soprintendenza ha richiesto ben 7 mesi di tempo – continua Bonelli – i ponteggi sono però ora montati sia fuori che dentro la chiesa. Si tratta quindi, da qui a giugno, di ristrutturare la navata che ha subito il danno».

Era il dicembre 2012 quando un fulmine colpì, frantumandolo in mille pezzi, il lucernario della cinquecentesca pieve del borgo: furono evacuate dells famiglie che abitano nelle vicinanze e, a causa di numerosi crolli, fu interdetto ai fedeli l’edificio religioso. Da quel momento e a più riprese, cittadini e volontari del comitato fecero sentire la loro voce. Oltre a manifestazioni e iniziative varie, qualcuno, per non far cadere il silenzio sulla questione, si incatenò perfino ai cancelli della chiesa. Qualcun altro, oggi, ha raccolto il messaggio. E così possono partire gli interventi.

«Questo comunque è un primo passo per restituire al borgo la sua chiesa – riprende Bonelli – perché successivamente alla messa in sicurezza della navata, dovrà essere sistemato tutto il lucernario colpito dalla saetta. Da quello che abbiamo saputo dai progettisti sarà installato un altro cantiere proprio dietro l'altare, che quindi sarà chiuso. Ma è la seconda fase del piano di recupero completo».

In tutto, tra navata e lucernario, ci vorranno 170mila euro: 50mila li ha stanziati la Fondazione, altri li metterà la Curia, altri ancora l'assicurazione che in una parte copre i danni e, nel colle, sperano anche in un finanziamento del Comune. In più un contributo arriverà dagli stessi residenti: circa 1.400 euro raccolti in cene estive e nelle feste paesane, più un ulteriore gruzzolo che diversi privati hanno racimolato. Un piccolo fondo spontaneo che dimostra quanto stia a cuore agli abitanti il loro borgo.

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