Sicurezza
Il Business Park è messo già al centro del dibattito elettorale
Dopo i candidati alle primarie del Pd, Franchini (Rotta Comune) pronto a sedersi a un tavolo coi cittadini prima di decidere
PESCIA. Che il Business Park dovesse entrare a pieno titolo tra i temi caldi della campagna elettorale era già nell’aria da diverso tempo. Dalla scelta di destinare la zona a sud di Pescia alla creazione di un’area industriale o al contrario restituirla alla sua originaria vocazione agricola discenderebbero, infatti, molte conseguenze per l’economia pesciatina. Non stupisce, dunque, che i candidati alle primarie del centrosinistra – Oreste Giurlani e Andrea Giuntoli – si siano entrambi pronunciati sul futuro che immaginano per quella zona della città. Ma anche il centrodestra sembra avere individuato proprio nel Business Park un tema importante attraverso il quale andare alla ricerca di consensi. Così dopo Giuntoli e Giurlani, interviene nel dibattito anche Roberto Franchini, rappresentante di Rotta Comune. «Leggendo quello che i candidati a sindaco del Pd scrivono sul tema – dice Franchini – mi pare di capire che abbiamo un potenziale candidato a sindaco possibilista nel voler portare avanti questo business e un altro che pare determinato a non farlo, ma non ci spiega con quali mezzi amministrativi. Tutto sarà deciso con l'attuazione del regolamento comunale, ancora da venire. Domando, dunque, ai due candidati del Pd se sono pronti a dichiarare che il progetto Business Park venga stralciato completamente prima di attuare il regolamento urbanistico».
Dopo aver lanciato la sfida al centrosinistra, Franchini afferma che Rotta Comune è pronta a dire addio al progetto. «Dopo di che siamo pronti a sederci un tavolo con i cittadini e a decidere insieme come e quanto ampliare l'area industriale, con la speranza che qualcuno ci costruisca qualche nuova industria visto che ultimamente stanno chiudendo tutte...».
Ma perché deve essere fatto prima di licenziare il nuovo regolamento urbanistico? Presto detto. «Perché una volta sancita la destinazione di quei terreni – spiega Franchini – il proprietario potrebbe venderli al cugino ad esempio, e se in seguito l'amministrazione decidesse di modificare il regolamento comunale con la conseguente svalutazione dei terreni chi ha acquistato avrebbe tutti i diritti di farsi rimborsare i soldi che ha speso in più, guadagnandoci ben due volte».
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