Il Tirreno

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Scambio di accuse tra Papier e sindaco dopo l’esproprio

«Rimborso mai ricevuto dall’amministrazione comunale» La replica: «Versione di parte, siamo stati trasparenti»

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MONSUMMANO. È sempre più scontro aperto tra la società Papier International di Arnaldo Barni (proprietaria dell'azienda cartaria Iti Box) e l'amministrazione comunale.

L'amministratore delegato della realtà produttiva che confina con la discarica del Fossetto, la scorsa settimana ha affidato a una pagina de “Il Tirreno” una lunga requisitoria contro l'operato del sindaco Rinaldo Vanni. Il primo cittadino adesso dice la sua: «È una lettura parziale e strumentale della cosa, è lecito l'intervento ma è solo teso a salvaguardare una sola parte in causa. Noto poi poca dovizia di informazioni. Io però non sono intenzionato a fare polemica, vorrei soltanto che i cittadini mi rispettassero sul tema della trasparenza: a chi lo volesse sono pronto a dare tutti i dettagli di questa vicenda. Per me l'impianto non influisce sull'attività produttiva, come amministratore mi interessa soltanto il futuro piano di recupero e bonifica dell'area».

Al centro del contenzioso l'ormai noto diverbio sull'ampliamento della discarica con la settima vasca di accumulo dei rifiuti, che avrà una capienza lorda di 240mila metri cubi e allungherà la vita della struttura (che doveva chiudere nel 2013) fino al 2019. Per portare a termine l'opera, il Comune ha dovuto espropriare 20mila metri quadrati di superficie di proprietà proprio dell'Iti Box, che però sul posto aveva previsto da tempo un piano di ingrandimento degli stabilimenti (con relative assunzioni), ora bloccato per il cambio della destinazione d'uso urbanistica, passata da produttiva ad agricola. La controversia, corredata da perizie e pareri di esperti, è finita davanti al Tar della Toscana: la Papier ha impugnato l'esproprio citando in giudizio il municipio. In attesa della pronuncia dei giudici amministrativi, il braccio di ferro prosegue quindi a suon di comunicati.

Barni aveva lanciato un attacco frontale all'operato del sindaco, le cui conclusioni erano state considerate «oltremodo fantasiose, probabilmente perché la campagna elettorale alle porte lo distrae e gli confonde i ricordi». Barni aveva scritto di non aver mai ricevuto il rimborso per l'esproprio e neppure quanto gli spettava come “obbligazione restitutoria” in seguito agli oneri riscossi dall'amministrazione sulle opere mai portate a termine dalla Papier di ampliamento del sito produttivo. Obbligazione che, per il municipio, è ormai prescritta. Scaduta la concessione edilizia, l'azienda ne aveva richiesta un'altra «ma la sopraggiunta variazione della destinazione urbanistica impedì alla Papier di presentare una nuova istanza per il rilascio del titolo edilizio».

«È singolare che il sindaco faccia finta di non sapere che occorreva una nuova concessione edilizia – ha continuato Basrni – così come singolare è il fatto che il sindaco colleghi le osservazioni al nuovo piano urbanistico formulate dalla Papier con l'adempimento di un'obbligazione che grava sull'amministrazione. Per noi è solo fantascienza se è vero che alle osservazioni nessuno ha mai risposto. Solo dopo che i nostri legali e i tecnici del Comune hanno preso in mano la vicenda è stato riconosciuto il diritto al rimborso, ma per ora non onorato».

Tutto questo quando ancora i magistrati non si sono espressi.

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