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Polemica dentro il Pd Renziani contro il sindaco

Polemica dentro il Pd Renziani contro il sindaco

LARCIANO. Che il clima in seno al Partito Democratico larcianese non fosse dei più sereni lo si era visto negli ultimi consigli comunali, con il sindaco spesso finito in minoranza. Un clima che si...

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LARCIANO. Che il clima in seno al Partito Democratico larcianese non fosse dei più sereni lo si era visto negli ultimi consigli comunali, con il sindaco spesso finito in minoranza. Un clima che si ricondurrebbe alla diatriba interna tra renziani e no, con i primi in aperto conflitto con il primo cittadino Antonio Pappalardo.

Una crisi che si manifesta, adesso, nella dura presa di posizione di una parte del Pd. Una lettera in cui si condanna la scelta di non fare le primarie a Larciano e sottoscritta da numerosi consiglieri della lista “Uniti per Larciano” membri del direttivo del Pd: «Dobbiamo lamentare l’atteggiamento del sindaco Pappalardo e del gruppo dirigente del Pd larcianese – vi si legge – nell’ultimo direttivo del Pd i consiglieri non sono stati invitati a parlare dei punti all’ordine del giorno in consiglio. È stata inviata una mail, allegando un verbale, con scritto quello che i consiglieri avrebbero dovuto dire, o non dire. Questo è il livello di discussione, democrazia e condivisione del Pd a Larciano. Da parte loro, sindaco e giunta hanno espresso un voto di astensione, o contrario, sulla mozione (che già si voleva bloccare nel Pd), tesa a salvaguardare il Centro di documentazione del Padule che è a rischio chiusura. Sempre nell’ultimo consiglio il gruppo Uniti per Larciano ha favorito un percorso in commissione per la questionedel pagamento della refezione scolastica. Per condividerlo con tutte le altre forze consiliari, tentando di trovare un meccanismo più adeguato alle esigenze delle famiglie dei bambini. Vogliamo esprimere pubblicamente, anche alle persone che non frequentano il Pd larcianese, il motivo di alcuni comportamenti e di situazioni determinatesi in consiglio, con voti che, a volte, sono serviti sia a opporsi ad atteggiamenti autoritari; sia per orientare indirizzi politici locali più in linea con quelli del Pd nazionale. Anche sulle “mancate” primarie, siamo in dissenso. Dopo il primo mandato, un sindaco che voglia confrontarsi con la propria comunità deve renderle agibili: adoperarsi per farle fare, come accade in altri comuni. Anche pistoiesi. Il sindaco di Firenze, nonché segretario del Pd, non c’entra niente. Chi lo appoggia dall'inizio, come noi, lo ha giá votato alle primarie, nel 2012 e 2013. Due, tre volte nel giro di tredici mesi. Come noi, tantissimi fiorentini. Paragonarsi a Renzi, per giustificare la mancata apertura alle primarie, proprio non ci sta».

A firmare il documento consiglieri e componenti del direttivo del Pd; Erika Borselli, Marzio Bracciotti, Giuseppe Di Vita, Letizia Iannotta, Beatrice Maccioni, Angela Salvucci, Gianluca Maraviglia e Jacopo Tonarelli.

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