Sicurezza
Campo sintetico in contrasto col piano strutturale
MONTECATINI. «Mentre si alzano con apparente nostalgia i peana per la cementificazione del campo sussidiario a sfondo turistico di élite e sportivo di base, ritengo necessario ricordare anche gli...
MONTECATINI.
«Mentre si alzano con apparente nostalgia i peana per la cementificazione del campo sussidiario a sfondo turistico di élite e sportivo di base, ritengo necessario ricordare anche gli ulteriori significati, limiti e vizi che da tale operazione conseguono». Inizia così un’analisi critica della situazione della zona Sud ad opera dell’architetto Valdemaro Pellegrini, già assessore ai tempi della giunta Messeri.
«Mi riferisco – spiega – in primo luogo alla immediata rinuncia alla realizzazione di una tangenziale ovest che da tempo spesso nel quartiere abbiamo dovuto invocare come unica soluzione al traffico-inquinamento della zona Sud, oggi attenuato dall'uso ridotto dell'ippodromo, le cui critiche sorti peraltro nessuno si augura permangano a lungo: proprio per questo sarebbe opportuno non abbandonare le possibili soluzioni pertinenti».
«Le intenzioni di questa amministrazione – prosegue – sono sempre state chiuse ad istanze di ripensamento sul consolidamento del “tappo” sintetico, anche se più volte ho fatto presente la contraddizione con il piano strutturale che detta legge in materia di scelte urbanistiche e prevede appunto il prolungamento lungoborra di via Forini: questa stessa amministrazione, apportando di recente modifiche a detto piano, ha lasciato inalterata questa scelta, che quindi proietta i propri effetti. Com’è possibile allora che tale opera venga realizzata in contrasto, rendendola quindi illegittima? Guardando gli atti approvati si riscontra che la verifica di conformità urbanistica non è stata compiuta nei confronti del piano strutturale, ma solo del vecchio piano regolatore, che però non esaurisce la procedura».
«Se c'è una spiegazione – conclude – sarebbe il caso di renderla nota, altrimenti oltre alla irregolarità amministrativa si fanno danni poco reversibili e si perdono chance in materia di organizzazione non solo della mobilità, ma anche del polo scolastico e delle relazioni tra parti urbane, già compromesse dall'improvvido investimento su piazza Battisti, oggi considerato addirittura smantellabile, e dalla sfacciata riproposizione di sottopassi centrali. Se il futuro parte così, la nostalgia ci sommergerà».
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