Il Tirreno

Montecatini

Appalti esterni non rinnovati all’Alival

di Luca Signorini
Appalti esterni non rinnovati all’Alival

Una settantina i dipendenti indiretti a cui l’azienda ha rinunciato, preoccupa anche il ritardo degli stipendi di gennaio

3 MINUTI DI LETTURA





PONTE BUGGIANESE. «Due sono no le notizie sicure che abbiamo. La prima riguarda il ritardo dei pagamenti degli stipendi di gennaio, quantificabile in una decina di giorni; la seconda interessa invece le società cooperative in appalto che fornivano un buon numero di maestranze, sappiamo che la nuova proprietà non ha provveduto a rinnovare questi contratti di lavoro»: sulla questione Alival, l’azienda di prodotti caseari di Albinatico (e, dal 1990, con stabilimento anche a Porcari) il sindacalista della Flai Cgil Fabio Capponi traccia scenari incerti e non molto positivi.

Eppure l’Alimentaria Valdinievole spa (questo il nome completo), realtà produttiva leader a livello nazionale ed europeo nella produzione e commercializzazione di formaggi, mozzarelle e ricotta (qui, nel 1988, fu inventato il famoso Condipizza), è recentemente passata di mano e la cessione poteva far pensare a prossime manovre di ampliamento, a livello di prodotti, di mercati e di personale. Anche perché a formalizzare l’acquisto di una delle principali imprese del nostro territorio (e che in tutto, comprese le industrie controllate sparse in varie parti d’Italia, dà lavoro a circa 600 dipendenti con 200 milioni di fatturato), è stata a fine novembre la Nuova Castelli di Dante Bigi: 1.400 dipendenti, 400 milioni di fatturato, stabilimento principale a Reggio Emilia e già esclusivista per l'Europa delle mozzarelle Alival. Un colosso lattiero caseario che ha rilevato il 100% delle quote dell’Alimentaria, possedute fino a qualche mese fa dalla famiglia di Andrea Fanucchi, storico proprietario residente a Capannori.

«Non è che con l’Alival abbiamo mai avuto rapporti così buoni (tra l’altro né a Ponte né a Porcari ci sono rappresentanti della Rsu interna ndr) – spiega Capponi – ma da novembre i nuovi titolari non si sono fatti proprio sentire. Noi abbiamo diverse volte cercato di contattare la dirigenza ma senza risultati, siamo tornati a sollecitare un incontro bilaterale per capire lo sviluppo futuro dell'azienda, i suoi programmi, i suoi assetti e le sue strategie. Ancora non abbiamo avuto nessuna risposta. Per questo non siamo a conoscenza di novità significative. Naturalmente ci auguriamo e speriamo che si facciano vivi al più presto, per allacciare un confronto e un dialogo anche con il versante emiliano dell’Alival. Non conosciamo a fondo il clima che si respira a lavoro, ma sappiamo che alcuni operai vivono questa situazione con forte preoccupazione».

Da quello che si apprende ora le preoccupazioni, evidenziate 3 mesi fa con una manifestazione spontanea dei dipendenti, non erano mai svanite del tutto. Sia per il ritardo nel pagamento degli stipendi sia per la diminuzione della forza lavoro: le cooperative alle quali non è stato rinnovato il contratto fornivano infatti una settantina di dipendenti impiegati in vari reparti di produzione, sia a Ponte che a Porcari. In più, l’annuncio dell’accordo di sponsorizzazione tra l’Alival e il Pistoia Basket (nel campionato di serie A), arrivato qualche settimana fa, non ha fatto altro che aumentare le perplessità sul trattamento riservato agli operai.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa