Sicurezza
Appalti esterni non rinnovati all’Alival
Una settantina i dipendenti indiretti a cui l’azienda ha rinunciato, preoccupa anche il ritardo degli stipendi di gennaio
PONTE BUGGIANESE. «Due sono no le notizie sicure che abbiamo. La prima riguarda il ritardo dei pagamenti degli stipendi di gennaio, quantificabile in una decina di giorni; la seconda interessa invece le società cooperative in appalto che fornivano un buon numero di maestranze, sappiamo che la nuova proprietà non ha provveduto a rinnovare questi contratti di lavoro»: sulla questione Alival, l’azienda di prodotti caseari di Albinatico (e, dal 1990, con stabilimento anche a Porcari) il sindacalista della Flai Cgil Fabio Capponi traccia scenari incerti e non molto positivi.
Eppure l’Alimentaria Valdinievole spa (questo il nome completo), realtà produttiva leader a livello nazionale ed europeo nella produzione e commercializzazione di formaggi, mozzarelle e ricotta (qui, nel 1988, fu inventato il famoso Condipizza), è recentemente passata di mano e la cessione poteva far pensare a prossime manovre di ampliamento, a livello di prodotti, di mercati e di personale. Anche perché a formalizzare l’acquisto di una delle principali imprese del nostro territorio (e che in tutto, comprese le industrie controllate sparse in varie parti d’Italia, dà lavoro a circa 600 dipendenti con 200 milioni di fatturato), è stata a fine novembre la Nuova Castelli di Dante Bigi: 1.400 dipendenti, 400 milioni di fatturato, stabilimento principale a Reggio Emilia e già esclusivista per l'Europa delle mozzarelle Alival. Un colosso lattiero caseario che ha rilevato il 100% delle quote dell’Alimentaria, possedute fino a qualche mese fa dalla famiglia di Andrea Fanucchi, storico proprietario residente a Capannori.
«Non è che con l’Alival abbiamo mai avuto rapporti così buoni (tra l’altro né a Ponte né a Porcari ci sono rappresentanti della Rsu interna ndr) – spiega Capponi – ma da novembre i nuovi titolari non si sono fatti proprio sentire. Noi abbiamo diverse volte cercato di contattare la dirigenza ma senza risultati, siamo tornati a sollecitare un incontro bilaterale per capire lo sviluppo futuro dell'azienda, i suoi programmi, i suoi assetti e le sue strategie. Ancora non abbiamo avuto nessuna risposta. Per questo non siamo a conoscenza di novità significative. Naturalmente ci auguriamo e speriamo che si facciano vivi al più presto, per allacciare un confronto e un dialogo anche con il versante emiliano dell’Alival. Non conosciamo a fondo il clima che si respira a lavoro, ma sappiamo che alcuni operai vivono questa situazione con forte preoccupazione».
Da quello che si apprende ora le preoccupazioni, evidenziate 3 mesi fa con una manifestazione spontanea dei dipendenti, non erano mai svanite del tutto. Sia per il ritardo nel pagamento degli stipendi sia per la diminuzione della forza lavoro: le cooperative alle quali non è stato rinnovato il contratto fornivano infatti una settantina di dipendenti impiegati in vari reparti di produzione, sia a Ponte che a Porcari. In più, l’annuncio dell’accordo di sponsorizzazione tra l’Alival e il Pistoia Basket (nel campionato di serie A), arrivato qualche settimana fa, non ha fatto altro che aumentare le perplessità sul trattamento riservato agli operai.
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