Il Tirreno

Montecatini

Il programma di governo? «Lo preparano i cittadini»

di Maria Salerno

Prima uscita pubblica per il candidato alle primarie del centrosinistra Giurlani A tutti i presenti un questionario per indicare problemi e necessità di Pescia

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PESCIA. Chi si aspettava di veder snocciolare un programma elettorale, con la tradizionale elencazione di traguardi da raggiungere, sarà rimasto un po’ stupito. Fatto sta che Oreste Giurlani, nel suo primo incontro pubblico con la cittadinanza – lunedì sera all’ex cinema Vox – non ha fatto promesse, bensì ha scelto di raccontare Pescia con gli occhi di chi ne è stato lontano per tanti anni e, tornando, l’ha trovata «tristemente uguale» e per molti versi anche «peggiorata».

«Una città che in 15 anni è andata verso il regresso, anziché verso lo sviluppo – ha detto Giurlani – una città rassegnata, caratterizzata da un degrado sociale mai visto prima, con intere zone lasciate all’incuria e all'abbandono, con interi quartieri senza fognature o sufficiente illuminazione, dove in presenza di una tassazione tra le più alte della Toscana, i cittadini non ricevono in cambio gli equivalenti servizi».

Giurlani ha indicato anche delle responsabilità, individuandole nelle scelte politiche di chi ha amministrato fino a questo momento. «Il risanamento non può avvenire attraverso la vendita del patrimonio del Comune, perché quel patrimonio è dei cittadini. Prima di fare una spesa ci vogliono i soldi, perché indebitare il comune vuol dire indebitare i cittadini, che poi dovranno pagare quei debiti. Se il personale del comune non fa le cose non è colpa del personale, ma di chi il personale è chiamato a organizzarlo e non è in grado di farlo. Se il Comune ha bisogno di soldi deve trovare il modo per averli, ma non sulla pelle dei cittadini, vendendo i parcheggi o gli immobili di proprietà del comune perché in cambio di quei soldi avrà tolto delle risorse ai cittadini».

Che fare, dunque? Tornare alla normalità. Perché Pescia, a sentire Giurlani, tutto è tranne che normale, e proprio questa assenza di normalità impone rigore, serietà e soprattutto onestà nei confronti dei cittadini: «È necessario un percorso di verità – sottolinea Giurlani – i cittadini devono sapere come stanno le cose realmente, ma allo stesso tempo devono comprendere l’impossibilità di certe promesse, almeno in questo momento, dove la priorità per Pescia è passare il guado, diventare normale».

Giurlani non rivendica alcuna appartenenza politica o partitica: «Ho un colore politico ovviamente – dice – ma Pescia al momento non ha bisogno di colori politici, ma di volontà e di un sindaco che si metta al servizio della gente».

Per questo motivo invoca la partecipazione di tutti, non a caso ha scelto come slogan “partecipare per ricostruire”. Ma come? Si comincia con un questionario, che i suoi collaboratori consegnano a chiunque abbia voglia di dire la sua. Poche domande, distinte per zone, mirate a individuare gli aspetti problematici e quelli che meritano maggiore attenzione da parte dell'amministrazione.

«Il sindaco è responsabile della comunità – conclude Giurlani – le sue scelte condizionano la vita dei cittadini, a volte per molti anni, ecco perché non ho preparato un programma, perché vorrei che le cose da cui partire le scegliessimo insieme perché Pescia è di tutti».

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