Il Tirreno

Montecatini

Il consiglio comunale in diretta

Dopo il tentativo (fallito) dell’M5S le opposizioni riprovano a chiedere le riprese

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PESCIA. Il consiglio comunale in streaming. Basterebbe un semplice collegamento a internet per dare ai cittadini la possibilità di seguire i lavori dell’aula consiliare da casa. Già diversi mesi fa, gli attivisti del M5S avevano presentato richiesta al presidente del consiglio comunale perché le sedute del consiglio fossero registrate e mostrate in diretta sul sito del Comune. Una richiesta che, peraltro, non avrebbe comportato alcun aggravio di spesa per l’amministrazione, dal momento che gli stessi attivisti si erano offerti di provvedere gratuitamente all’installazione dell’attrezzatura necessaria.

Ma la richiesta cadde nel vuoto, non una, bensì due volte. Ora ci riprovano i consiglieri dell’opposizione chiedendo che il Comune adotti un sistema di video registrazione con una mozione. Quest’ultima è stata presentata in consiglio, ma non è stata discussa perché i proponenti erano assenti. Nel documento viene sottolineata «l’enorme vetustà (ancora con cassette e senza nemmeno l’autoreverse) dell’impianto di registrazione di cui è attualmente dotato il comune di Pescia».

Inoltre con una simile dotazione «verrebbe salvaguardata la trasparenza dei lavori e degli atti relativi alla luce dei recenti episodi di distonia tra espressioni di voto, manifestate durante la seduta consiliare e risultanze della medesima volontà nei verbali e nelle deliberazioni».

Il riferimento è all’errore, che i consiglieri Roi Giorgi (Pd) e Ferdinando campolunghi (Prc) avevano riscontrato nella trascrizione del verbale di un consiglio comunale e nelle conseguenti deliberazioni consiliari. Sul bilancio di assestamento i consiglieri avevano espresso voto contrario, ma dagli atti risultava, invece, che si erano astenuti. Allora Giorgi e Campolunghi avevano chiesto di ricontrollare a ritroso le precedenti deliberazioni assunte dal consiglio.

Se la votazione fosse stata video registrata qualunque cittadino, di fronte allo schermo, avrebbe avuto certezza di ogni voto espresso. Secondo il Garante per la privacy, le sedute del consiglio comunale sono pubbliche e, come tali, non possono essere proibite le relative riprese invocando il rispetto della legge in materia, per esempio, di trattamento di dati personali. Fanno eccezione i soli casi in cui oggetto di discussione del consiglio sono dati sensibili, come ad esempio quelli sanitari. In questi casi i lavori del consiglio sarebbero svolti a porte chiuse.

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