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Demagogia e critiche ingiuste sul caso della tubercolosi

Demagogia e critiche ingiuste sul caso della tubercolosi

MONTECATINI. La Destra torna sul caso di tubercolosi riscontrato su uno studente pratese dell’Alberghiero con un intervento del suo segretario provinciale (e medico al pronto soccorso) Giuseppe Fiore....

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MONTECATINI. La Destra torna sul caso di tubercolosi riscontrato su uno studente pratese dell’Alberghiero con un intervento del suo segretario provinciale (e medico al pronto soccorso) Giuseppe Fiore. E lo fa cominciando col dire che l'intervento dei rappresentanti di Più Toscana - Nuovo Centro Destra «ci sembra più che altro frutto di una demagogia spicciola legata ad una scarsa competenza in materia nonostante l'ampio rilievo concesso loro dai quotidiani locali».

«Se l'ipertensione ed il diabete II – prosegue – sono malattie legate al benessere, la Tbc è sicuramente una patologia legata al malessere di una società. Nella seconda metà del secolo scorso, infatti, nel nostro Paese è stata praticamente debellata grazie alla disponibilità dei farmaci appropriati ma soprattutto al diffondersi di condizioni igienico-sanitarie, alimentari e di qualità di vita più confortevoli. Da alcuni decenni invece è tornata d'attualità per i massicci ed incontrollati flussi migratori che hanno investito l'Italia riversando migliaia di persone provenienti da nazioni in cui, date la malnutrizione e le precarie condizioni igienico-sanitarie, tale malattia è ben presente».

Fiore poi si chiede se sia mai possibile che le Asl «possano influenzare singolarmente un problema come questo, che non trova risposte regionali e tanto meno nazionali. Non a caso il giovane colpito vive a Prato ove è molto numerosa una comunità che è costretta, dai propri capi, a vivere in condizioni di sfruttamento lavorativo ed igienico-sanitario. Per di più, per frequentare la scuola il nostro ragazzo era vittima di quella vergogna che sono diventati i treni dei pendolari in Toscana: “carri bestiame” troppo caldi o troppo freddi su cui si sale stipati dopo lunghe attese alle intemperie in stazioni fatiscenti. Senza contare che, così stipati, viaggiano anche una moltitudine di stranieri mai sottoposti ad alcun controllo sanitario. Una grave imprecisione, fonte di allarmismo, riguarda poi lo screening fatto all'Alberghiero. I 13 ragazzi positivi al test non sono malati, anzi. Verosimilmente si tratta di individui che, nel corso della propria vita, sono venuti in contatto con il batterio senza contrarre la malattia ma bensì sviluppando anticorpi. Non troviamo inoltre corretto il tentativo di buttare la croce addosso ai medici di Prato. Prima di tutto va riconosciuto che per un medico di pronto soccorso che non ha mai visto prima un paziente italiano giovane e sano che si presenta con una sintomatologia specifica, come è quella della Tbc in fase iniziale, possa essere difficile prendere in considerazione la malattia tubercolare. Ma soprattutto questa vicenda va inserita nel disastro operato dalla Regione negli ospedali provinciali. Questi sono sempre più simili ai box di Formula 1, ove sono consentite solo soste brevissime per far compiere ancora qualche giro di pista a pazienti anziani cronici, allontanando invece le patologie necessarie di approfondimento che, per volontà politica, devono essere concentrate sulle Aziende di Fi-Pi-Si».

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