Proteste
A Vauro il premio Giusti per la satira
Il noto vignettista sarà sabato a Monsummano al teatro Yves Montand per ritirare il riconoscimento
MONSUMMANO. Dopo Neri Marcoré, Paolo Villaggio, Elio di Elio e le storie tese e Lucia Poli, solo per citare i più recenti vincitori, l'edizione numero ventitré del premio letterario “Giuseppe Giusti”, per la sezione dedicata alla satira, va a Vauro Senesi, in arte Vauro, pistoiese di nascita, disegnatore, vignettista, editore, personaggio televisivo e attore. La cerimonia di premiazione, che sarà preceduta da una visita al museo di Casa Giusti di viale Martini, è in programma sabato alle 16 al teatro Montand.
La giuria del premio, presieduta da Enrico Ghidetti e composta dai professori Giuseppina Amodei, Marino Alberto Balducci, Elisabetta Benucci, Marco Marchi, Sergio Givone e Anna Nozzoli, ha scelto all'unanimità l'ironia graffiante di Vauro “come riconoscimento per l’originalità e la pungente ironia di un editorialista e vignettista tra i più famosi in Italia che pubblica, e ha pubblicato, sulle più importanti testate italiane ed estere”.
Tra le collaborazioni del fumettista e illustratore ci sono quotidiani (Il Manifesto, Il Corriere della Sera, Repubblica, Il Fatto Quotidiano) e varie testate periodiche (Satyricon, Linus, Cuore, Smemoranda, Boxer, Il Quaderno del Sale, L'Echo des Savanes, El Jueves, Il Diavolo). Poi la televisione e il sodalizio con Michele Santoro, prima ad Annozero su Rai2 poi a Servizio Pubblico su La7. Nel 1978 ha fondato il settimanale Il Male, riapparso nelle edicole nel 2011. Sempre tra il 2011 e il 2012 ha recitato in piccoli ruoli nei film Manuale D'Amore 3 e Colpi di Fulmine. È attivo anche in campo umanitario con le associazioni Emergency, Freedom Flotilla e PeaceReporter. Conosciuto per il suo impegno politico nel Partito Comunista e, alle elezioni del 2013, nel movimento Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia.
Accanto a Vauro, che ritirerà l'omaggio della città, sabato verranno premiati gli autori segnalati per la saggistica edita: Angelo Ferracuti con “Il costo della vita, storia di una tragedia operaia”, Michele Gambino con “Il papa nero”, Flavio Ermini con “Il secondo bene”, Daniela Belliti con “Io che sono uno solo”, Matteo Nucci con “Le lacrime degli Eroi”, Alessandro Tomasi con “Tecnologia e l'intimità” e Giordano Lupi con “Yohani Sànchez – In attesa della primavera”. Per l’opera prima di giovane autore hanno riscosso i maggiori apprezzamenti “Michelangelo Buonarroti” di Oscar Schiavone e “Una noia mortale” di Beatrice Laghezza.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google