Sicurezza
Minoranza diserta l’aula per i debiti fuori bilancio
Secondo il sindaco Marchi la decisione dell’opposizione è da irresponsabili Checchi (Pdl): «Non volevo votare, ma le colpe non sono della politica»
L'aula del consiglio comunale, venerdì sera, era semivuota. Mancavano tutti i consiglieri di minoranza, eccetto uno, Marco Ardis del Gruppo Misto. I consiglieri Maurizio Di Vita (Pd), Marco Niccolai (Pd), Salvatore Leggio (Pescia Futura) e Antonio Giuntoli (Pescia Futura) hanno disertato, invece, la seduta con lo scopo dichiarato di voler «prendere le distanze da questo modo di amministrare». Il riferimento è ai debiti fuori bilancio - quasi un milione di euro - la cui approvazione è all'ordine del giorno e che verranno comunque approvati coi soli voti della maggioranza. Il consigliere Ardis, seppur presente, dà voto contrario a ogni singolo debito. «Le informazioni su questi debiti sono state per l'ennesima volta sommarie – fa sapere la minoranza con una nota – e, dopo la recente sentenza della Corte dei Conti, c'è da chiedersi quanto siano effettivamente sostenibili in rapporto alla situazione finanziaria del Comune». Il consiglio è stato convocato in via straordinaria eppure la minoranza non riesce a ravvisarne l'urgenza, e azzarda che forse l'unica urgenza «è quella di non permettere un esame approfondito o una discussione più compiuta dei punti all'ordine del giorno, ma di portarli velocemente all'approvazione». Da qui la scelta di lasciare l’aula semivuota.
«I cittadini devono sapere che i consiglieri dell'opposizione non vogliono essere compartecipi di questo perdurante modo di intendere il consiglio comunale e l'amministrazione di questa città, che dura da troppo tempo e che ci ha portato sull'orlo di un baratro. La maggioranza, o quel che rimane di essa, si assuma la responsabilità fino in fondo di compiere questi atti che sono, come già avvenuto ad esempio rispetto ai vari bandi dei parcheggi, autentiche ipoteche sul futuro del nostro comune». Il sindaco Roberta Marchi non nasconde l'amarezza e il rammarico nei confronti di un gesto che definisce non responsabile. «Fuori da quest'aula ci si augura che il Comune non si dissesti – dice il sindaco aprendo la seduta – ma poi a questo augurio non segue un comportamento conseguente. Personalmente posso dire di avere la coscienza e la consapevolezza di non avere provocato il dissesto, ma piuttosto di essermi fatta carico di 30 anni di cattiva amministrazione in cui si spendeva come se non esistesse il domani». Il riferimento è alle amministrazioni passate, quelle che avrebbero generato i nodi, che solo qualche mese fa sono venuti al pettine. Ancora una volta è stato ribadito il fatto che la responsabilità della situazione in cui versano le casse comunali non è politica, bensì riconducibile a “certe scelte” dei dirigenti. A sollevare la questione è il consigliere Paolo Checchi (Pdl) che prima di procedere alla votazione per l'approvazione dei debiti fuori bilancio prende la parola per dire: «Mi ero ripromesso di non votare più debiti fuori bilancio e stasera mi sento in difficoltà, ma augurandomi che sia l'ultima volta ribadisco che procedure di spesa non conformi come quelle davanti alle quali ci troviamo non vanno imputate alla politica, ma alla struttura».
Oltre a quella dei debiti fuori bilancio, il consiglio ha approvato la mozione relativa al Cosea, presentata dai consiglieri Alessandro Ricciarelli e Giancarlo Pellicci, nella quale si chiedeva di ripristinare le normali relazioni sindacali all'interno del cantiere di Pescia al fine di ristabilire un clima positivo tra i lavoratori. Dalla stessa mozione è stata, invece, cassata la parte nella quale si chiedevano le dimissioni del cda aziendale.
Maria Salerno
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