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GIUNTOLI (PD)

«Con la società va ridiscusso il dove fare l’opposizione»

«Con la società va ridiscusso il dove fare l’opposizione»

PESCIA. «La questione delle cartelle Ici e Tarsu, che a questo punto potremmo definire “pazze”, ovvero degli avvisi di accertamento arrivati a centinaia di cittadini di Pescia dove si richiedono...

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PESCIA. «La questione delle cartelle Ici e Tarsu, che a questo punto potremmo definire “pazze”, ovvero degli avvisi di accertamento arrivati a centinaia di cittadini di Pescia dove si richiedono arretrati relativi agli anni 2008-2009 assume i contorni del grottesco»: inizia così il commento di Andrea Giuntoli, candidato alle prossime primarie del centrosinistra, sul caso degli avvisi arrivati in città.

«Appare chiaro – continua Giuntoli – che l’amministrazione ha commesso un altro errore madornale affidando a una società di Cuneo questo tipo di servizio, soprattutto perché l’aggio che questa società trattiene è superiore del 50% a quello applicato da Equitalia per servizi di questa natura e poi perché la stessa amministrazione doveva premunirsi, almeno affinchè l’assistenza all’utente fosse fornita negli uffici del comune e la commissione tributaria competente fosse quella di Pistoia e non quella di Cuneo. Saremmo anche curiosi di sapere come è possibile che in così tanti casi non corrisponda la metratura di superficie dell’immobile dichiarata dal cittadino rispetto a quella accertata dalla società affidataria del servizio. Viene il sospetto che in modo grezzo e massivo si sia fatta un’operazione di recupero di cassa su evasione potenziale, sparando indistintamente nel mucchio e giocando sulla debolezza del cittadino a resistere e difendersi in queste tipologie di situazioni».

«Quello che possiamo umilmente consigliare all’amministrazione comunale – riprende l’intervento – per recuperare parzialmente la situazione, è di rettificare con appositi provvedimenti tecnici d’accordo con la società AreaRiscossioni, la sede tributaria dove poter effettuare il ricorso trasferendola da Cuneo a Pistoia, e mettere a disposizione dell’utente l’ufficio tributi del comune per aiutare il contribuente a chiarire la propria posizione, possibilmente evitandoli spese e oneri professionali. Il consiglio che possiamo dare ai cittadini, una volta verificate gli eventuali errori della società nel computo delle metrature e non avute rettifiche dagli uffici competenti della società, è quello che hanno già dato autorevoli professionisti a mezzo stampa: richiedere l’annullamento dell’accertamento in autotutela, corredandolo di apposita documentazione giustificativa, attendendo la risposta della società affidataria del servizio, per poi eventualmente rivolgersi alla commissione tributaria competente, sperando che nel frattempo sia divenuta quella di Pistoia, per un ricorso formale».

«Quello che è certo – chiude Giuntoli – è che in futuro queste situazioni non dovranno più verificarsi. La corretta lotta all’evasione fiscale non può trascendere in una diffusa e indistinta vessazione dell’utente».

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di Redazione web