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«Avvisi Tarsu sballati agli artigiani»

«Avvisi Tarsu sballati agli artigiani»

Protesta l’associazione di categoria che segnala errori e richieste non dovute, e ricorrere costa più che pagare

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PESCIA. Non si è ancora finito di pagare la Tares 2013 che una serie di avvisi di accertamenti “sballati” sono arrivati alle aziende pesciatine dalla società cui il Comune ha affidato le verifiche sui pagamenti, in quel caso della Tarsu, per gli anni 2008 e 2009: a protestare in questo senso è la Confartigianato Valdinievole, sulla base anche di una serie di controlli sugli avvisi arrivati ai propri associati.

E martedì i dirigenti dell’associazione di categoria Mauro Agostini e Andrea Berri hanno incontrato l’assessore al Bilancio di Pescia Oria Mechelli. I due dirigenti hanno sottoposto all’assessore i risultati di una serie di controlli effettuati dagli uffici Confartigianato sulle cartelle arrivate ad alcune imprese associate,risultati che sono a dir poco sorprendenti. «Si va infatti – si legge sulla nota di Confartigianato – dalla richiesta di pagamento della tariffa per un sottoscala alto meno di un metro (e quindi esonerato dal pagamento) ad un’azienda che fisicamente si estende su 100 metri quadri (aree esterne incluse) e che invece si è vista “tassare” come se ne occupasse 200. Tanto per gradire, poiché la società che gestisce le verifiche per conto del Comune è di Mondovì, gli eventuali ricorsi vanno presentati alla Commissione tributaria di Cuneo».

«Il che significa – sottolinea Mauro Agostini presidente di Confartigianato Valdinievole ovest – che se ad un artigiano vengono richieste impropriamente 200 euro, dovrà spenderne intorno alle 500 in legali e costi vari per fare ricorso».

«Come se non bastasse – riprende la nota di Confartigianato – visto che gli eventuali errori nei versamenti per il 2008 sarebbero andati in prescrizione il 31 dicembre, la società di Mondovì avrebbe risolto la partita inviando gli avvisi con raccomandate datate fra il 22 e il 27 dicembre, che però sono risultate spedite fra il 30 e il 31 e che, ovviamente, sono arrivate alle imprese oltre la scadenza. Un modo di interrompere i termini prescrizionali che non va giù agli artigiani e che i dirigenti Confartigianato hanno fatto presente all’assessore Mechelli, esprimendo la contrarietà dell’associazione per la scelta di affidare a una società esterna la verifica della corretta applicazione della Tarsu. Pur contestando alcune posizioni assunte da Confartigianato, l’assessore Mechelli ha comunque espresso la volontà di ricercare possibili soluzioni, anche grazie a un tavolo tecnico che si riunirà nei prossimi giorni».

«Pur riconoscendo le difficoltà dei Comuni e non volendo assolutamente difendere gli evasori – riprende invece Agostini – dobbiamo rilevare con dispiacere di aver riscontrato da parte dell’amministrazione di Pescia una sottovalutazione dei problemi che in questo momento le aziende devono affrontare, e ai quali si va ad aggiungere questa operazione di recupero di presunta evasione tributaria».

Intanto gli uffici di Confartigianato Pescia sono a disposizione degli associati che ritengono di aver ricevuto un accertamento errato per dimostrare l’eventuale errore.

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