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Partito per Roma il ricorso alla bocciatura del bilancio

di Maria Salerno
Partito per Roma il ricorso alla bocciatura del bilancio

Timori dall’opposizione, che contesta anche il mancato coinvolgimento «L’entità del debito non è quantificabile e il piano presentato non è sostenibile»

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PESCIA. «Nonostante la situazione del nostro Comune si faccia sempre più grave, l’opposizione viene tenuta come al solito fuori da qualsiasi processo decisionale»: è l’accusa che il capogruppo del Pd, Roi Giorgi, rivolge alla giunta Marchi. Il riferimento è al ricorso alle sezioni riunite della Corte dei Conti per evitare il dissesto finanziario, che l’amministrazione ha presentato pochi giorni fa.

«Durante l’ultimo consiglio comunale – ricorda Giorgi – ci fu chiesto di votare un documento nel quale si dava mandato al sindaco di procedere col ricorso a nome dell’intero consiglio comunale, l’opposizione si rifiutò chiedendo di conoscere prima le motivazioni che avevano portato la sezione regionale della Corte dei Conti a bocciare il piano. Sempre in quel consiglio fu votato all’unanimità, dunque, un nuovo ordine del giorno in cui ci si riservava di formalizzare un mandato unitario al sindaco perché procedesse col ricorso, ma solo dopo che le motivazioni della Corte sarebbero state rese note. Poi le motivazioni sono arrivate, ma a quel punto nessuno ha più ritenuto di doverci convocare. Il 27 dicembre abbiamo appreso che la giunta aveva deliberato per il ricorso senza il coinvolgimento del consiglio».

Adesso che il ricorso è ufficialmente partito da qualche giorno, l'opposizione lamenta di essere stata lasciata all'angolo. «Da allora non si sono più fatti consigli e questo spiega il mancato coinvolgimento di tutti i consiglieri –spiega l’assessore al Bilancio Oria Mechelli – perché la sede più idonea per votare questo genere di provvedimento sarebbe stata il consiglio e non certo la commissione bilancio. L’errore, semmai, è stato quello di non votare quel documento durante l’ultimo consiglio comunale, in cui si cercava l’appoggio di tutti perché il ricorso ne uscisse rafforzato. Ormai il ricorso è partito, ma ciò non toglie che si possa presentare lo stesso un documento a sostegno prima che venga discusso a Roma».

Ma su cosa è stato fondato il ricorso? «Abbiamo cercato di dare una risposta a tutto quello che ci è stato contestato dalla sezione regionale, compresi i rilievi secondari – spiega la Mechelli – abbiamo utilizzato il lavoro della task force, studiando i vecchi bilanci dal 2004 al 2012 e cercando di fare chiarezza sulle cosiddette posizioni debitorie potenziali». E cosa è venuto fuori? «Che alcuni erano debiti, anche abbastanza consistenti e abbiamo proceduto con il loro riconoscimento – prosegue Mechelli – e che altri, invece, non lo erano». Nessuna certezza sui tempi in cui sarà possibile sapere qualcosa sull’esito del ricorso, ma certamente non passerà molto.

«L’opposizione non fa certo il tifo per il dissesto – dice Giorgi – ma l’entità del debito non è quantificabile ed è evidente che il piano presentato non è sostenibile». Per il titolare del bilancio, il ricorso andava comunque presentato, come ultima carta da giocare, se poi non dovesse essere accolto se ne trarranno le dovute conseguenze.

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