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Meglio un sindaco a tempo pieno

L’amministrazione replica alle critiche del Pd sullo stipendio

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MARLIANA. A distanza di una ventina di giorni dalla nota del Pd locale, in cui si attaccava sindaco e giunta in carica su più punti, arriva la risposta dell'amministrazione guidata da Marco Traversari.

«I cittadini non solo sapevano dalla campagna elettorale che il candidato a sindaco di “Marliana alla luce del sole”, se eletto, lo avrebbe fatto a tempo pieno – spiega l'amministrazione – ma lo hanno premiato viste le esperienze di alcuni amministratori part-time che, a parole, promisero mari e monti e che poi, all’atto pratico, in Comune non c’erano quasi mai».

«La presenza a tempo pieno del sindaco – prosegue – non è opportuna solo se si fanno grandi opere ma per gestire la quotidianità dove, è necessaria appunto una presenza costante. È da sottolineare che la scelta di proporre un sindaco full-time fu dettata da una norma che dimezzava i componenti dell'amministrazione, riducendoli a quattro consiglieri in luogo di otto, e due assessori in luogo di quattro, più il sindaco. Le indennità del sindaco e della giunta sono regolate da legge nazionale e sono invariate da diversi anni: 2.147,40 euro lordi (netti 1.500) al sindaco, 161,05 euro (121,05 netti) agli assessori, con una maggiorazione per il vicesindaco (429,48 euro lordi, 324,09 netti). Il sindaco percepisce l’intera indennità ma non riscuote nessun stipendio dal suo datore di lavoro al quale ha chiesto l’aspettativa prevista per legge. Il precedente sindaco usufruiva di permessi retribuiti e percepiva metà indennità dal Comune e l’intero stipendio dal suo lavoro».

Poi su bilancio e tasse: «È stato previsto l’aumento dell’Irpef fino allo 0,8% così come è stato attuato da altri Comuni, mentre per l’Imu è stata confermata l’aliquota base per la prima casa al 0,4% e quella ordinaria all’1,06%. Se per seconda casa si intende quell’unità immobiliare nel gruppo catastale A (esclusa la categoria A/10) allora Marliana è in ottima compagnia e non l’unica ad attuare spiacevoli aliquote. Sulla mancata modifica del regolamento Imu, c’è da dire che noi abbiamo approvato il bilancio il 23 ottobre quando mancava la norma che dava la possibilità ai Comuni di assimilare ad abitazione principale le abitazioni concesse in comodato d’uso gratuito ai parenti in linea retta entro il primo grado. Con la legge di stabilità 2014 è stata data la possibilità di intervenire sull’argomento e abbiamo già dato incarico di inviare una nota a tutti i cittadini con la quale si chiede di comunicare tale concessione: ciò per quantificare la portata del mancato introito a seguito dell’applicazione della norma e quindi predisporre le previsioni nel bilancio».

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