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pieve a nievole

«Lari scelga: assessore o segretaria del Pd»

Attacco dei renziani che, statuto alla mano, chiedono che rinunci a uno degli incarichi

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PIEVE A NIEVOLE. «Nello Statuto nazionale del Partito Democratico si legge che “la carica di segretario di circolo o di segretario cittadino è incompatibile con quella di sindaco o assessore”. La regola indica chiaramente dunque l’impossibilità di sovrapporre due diverse funzioni: ovvero quella politica e quella amministrativa». Parte da qui un intervento di Adesso Pieve a Nievole rivolto contro la segretaria del partito Iana Lari.

I renziani fanno presente che «lo spirito della regola, dunque, non si basa sulla semplice indennità economica percepita dal sindaco o assessore, bensì nelle funzioni da loro svolte. Una questione così importante e delicata, come quella del rispetto delle regole e della legalità, a nostro avviso si copre di un significato etico, morale e simbolico che certamente distingue la natura politica del Pd rispetto ad altri partiti. È nostro interesse porre tale questione al di fuori di qualsiasi dinamica personalistica. Tuttavia, ci domandiamo se è politicamente opportuno che l’assessore Iana Lari, attualmente anche segretaria, possa guidare il Pd di Pieve a Nievole durante il delicato percorso delle primarie a sindaco del centrosinistra».

Insomma, i renziani dicono chiaramente che la Lari deve scegliere quale carica mantenere, rinunciando pubblicamente a una delle due. «In questo modo non sarebbe più valida la norma dello statuto, rendendo grande beneficio all’immagine del Pd. Una netta presa di posizione da parte della diretta interessata non solo placherebbe le critiche espresse da molti iscritti e da avversari politici, ma apparirebbe come un importante esempio di rispetto delle regole. Anche l’attuale composizione della segreteria comunale, nominata dalla Lari, desta molte perplessità, in quanto formata da assessori e dipendenti comunali con ruoli apicali, creando una inopportuna sovrapposizione fra organi politici e uffici amministrativi. Appena saranno ufficializzati i nomi di coloro che si candideranno alle primarie del centrosinistra chiederemo un altro forte segnale di democrazia interna: se i nomi corrispondessero a quelli che attualmente compongono la segreteria del partito, ci aspettiamo una rinuncia pubblica a tale incarico politico».

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